12/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Molte le manifestazioni contro la politica reazionaria del suo governo
Alvaro Uribe“La dura accoglienza riservata dal Parlamento europeo al presidente della Colombia è qualcosa, ma non basta. L’Onu dovrebbe imporsi e far rispettare le 24 raccomandazioni sottoscritte a luglio da Alvaro Uribe e finora completamente disattese”. Guido Piccoli, scrittore ed esperto delle questioni colombiane, commenta così la contestazione organizzata ieri a Strasburgo.

I parlamentari hanno accolto il capo di stato sudamericano con esplicita freddezza. Alcuni, specialmente Verdi, Sinistra unita e Liberali, si sono rifiutati di sedere tra i banchi durante il suo discorso ufficiale, mentre altri hanno sventolato stracci bianchi della pace ed esposto striscioni in spagnolo, francese e inglese con scritto: “ Pace e giustizia per la Colombia ”. L’attacco è sia ai metodi usati da Uribe per la cosiddetta lotta al terrorismo e al narcotraffico sia all’atteggiamento di superficialità che il governo continua ad adottare in materia di diritti umani, nonostante gli accordi di luglio con l’Onu.

“In estate – spiega Piccoli – Alvaro Uribe ha accettato di sottoscrivere a Londra ventiquattro raccomandazioni dettate dall’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite in cambio di aiuti economici per programmi umanitari. Ad oggi le ha totalmente ignorate. Anzi, una decina le ha addirittura contraddette, facendo esattamente l’opposto. L’Onu avrebbe tutte le ragioni per imporsi in maniera concreta in Colombia, usando il pugno di ferro col presidente. L’Europa potrebbe esigere il rispetto dei dettami di luglio, minacciando di togliere al Paese gli oltre quattrocento milioni di dollari garantiti fino al 2006. Ma non lo fa. Si limita a denunciare. E non basta”.

Uribe con Bush L’accoglienza riservata al presidente Uribe, dunque, è sì una palese critica al suo governo, alle sue leggi repressive, al suo modo di gestire lotta alla guerriglia, alla sua connivenza con i paramilitari, ma “non è sufficiente per influire sullo stato di cose in Colombia”. In questa politica Uribe è appoggiato dagli Stati Uniti, che hanno investito milioni di dollari nel Plan Colombia , il programma per sconfiggere narcotraffico e guerriglieri.

“L’episodio di Strasburgo è un piccolo tentativo di smarcarsi dagli Usa – precisa Piccoli – ma è il minimo che l’Europa possa fare. Quello di Uribe è un governo impresentabile, reazionario, inaccettabile, e l’arroganza dimostrata durante la sua visita al Parlamento europeo lo conferma. Il suo discorso è stato duro e risoluto. Nonostante le proteste in aula non ha cambiato né toni né tanto meno i contenuti. Dieci pagine di cifre sulle azioni del suo governo in campo politico, economico, sociale e militare e di dati sui massacri, gli attacchi e i sequestri solo per dimostrare che la situazione è migliorata da quando è salito al potere. Ma niente riferimenti alle raccomandazioni”.

Paramilitari Dello stesso parere è Human Rights Watch . “L’Europa dovrebbe posticipare la conferenza prevista entro l’anno, nella quale dovranno essere ridiscussi gli aiuti alla Colombia – ha detto il direttore esecutivo della divisione Americhe di Hrw – Fino a che il Paese non rispetterà gli accordi sui diritti umani è necessaria la fermezza. Come accettare il fatto che Uribe mantenga la legge che permette ai militari di arrestare senza mandato? Questo non è che un invito a continuare con le torture e le sparizioni forzate. Non solo: tra gli impegni disattesi c’è quello di interrompere la connivenza tra stato e paramilitari, ma questi continuano ad essere il braccio armato del governo. Hanno persino la possibilità di tramutare eventuali condanne penali a loro carico in multe pecuniarie. Evitano dunque la galera e ogni tipo di crimine perde di gravità, automaticamente. Questa politica incoraggia i reati e gli abusi. E’ giusto che l’Unione europea inviti e ascolti un presidente, ma è necessario che lui la ascolti e rispetti gli impegni sottoscritti”.

Stella Spinelli
 

Francesca Lancini

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