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“La dura accoglienza riservata dal Parlamento europeo al presidente
della Colombia è qualcosa, ma non basta. L’Onu dovrebbe imporsi e far
rispettare le 24 raccomandazioni sottoscritte a luglio da Alvaro Uribe
e finora completamente disattese”. Guido Piccoli, scrittore ed esperto
delle questioni colombiane, commenta così la contestazione organizzata
ieri a Strasburgo.
L’accoglienza riservata al presidente Uribe, dunque, è sì una palese
critica al suo governo, alle sue leggi repressive, al suo modo di
gestire lotta alla guerriglia, alla sua connivenza con i paramilitari,
ma “non è sufficiente per influire sullo stato di cose in Colombia”. In
questa politica Uribe è appoggiato dagli Stati Uniti, che hanno
investito milioni di dollari nel Plan Colombia , il programma per
sconfiggere narcotraffico e guerriglieri.
Dello stesso parere è Human Rights Watch . “L’Europa dovrebbe
posticipare la conferenza prevista entro l’anno, nella quale dovranno
essere ridiscussi gli aiuti alla Colombia – ha detto il direttore
esecutivo della divisione Americhe di Hrw – Fino a che il Paese non
rispetterà gli accordi sui diritti umani è necessaria la fermezza. Come
accettare il fatto che Uribe mantenga la legge che permette ai militari
di arrestare senza mandato? Questo non è che un invito a continuare con
le torture e le sparizioni forzate. Non solo: tra gli impegni disattesi
c’è quello di interrompere la connivenza tra stato e paramilitari, ma
questi continuano ad essere il braccio armato del governo. Hanno
persino la possibilità di tramutare eventuali condanne penali a loro
carico in multe pecuniarie. Evitano dunque la galera e ogni tipo di
crimine perde di gravità, automaticamente. Questa politica incoraggia i
reati e gli abusi. E’ giusto che l’Unione europea inviti e ascolti un
presidente, ma è necessario che lui la ascolti e rispetti gli impegni
sottoscritti”.
Francesca Lancini