12/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



I video di Mladic a spasso per Belgrado mostrati dalla tv bosniaca fanno infuriare la Serbia

Belgrado è furiosa. Lunedì prossimo è in agenda la riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue che all'ordine del giorno prevede la discussione sul regime dei visti agevolati per la Serbia. Secondo la stampa e la classe politica serba, però, è stato tentato un sabotaggio dei colloqui, con la diffusione ad hoc dei video che ritraggono il super latitante Ratko Mladic a zonzo per Belgrado.

Ancora Mladic. La notizia, ieri in mattinata, ha fatto irruzione sui media di tutto il mondo. Con scarsa attenzione alle fonti e alla verifica delle stesse, tutti hanno ribattuto la notizia: una televisione bosniaca diffonde video nei quali l'ex comandante militare dei serbi di Bosnia durante il conflitto nella ex Jugoslavia negli anni Novanta Ratko Mladic, ricercato dal Tribunale Penale Internazionale (Tpi) per crimini di guerra e contro l'umanità e responsabile dell'eccidio di 8mila musulmani a Srebrenica nel 1995, si muove indisturbato a Belgrado. L'accusa della televisione bosniaca è chiara: il governo serbo continua a proteggere Mladic. La reazione di Belgrado non si fa attendere ed è furibonda.
''Qualcuno nella comunità internazionale vuole sabotare la marcia di avvicinamento della Serbia all'Ue'', accusa Rasim Ljajic, ufficiale di collegamento tra il Tpi e il governo serbo. Secondo la ricostruzione fornita da Ljajic, i nastri sono stati rinvenuti nella casa della moglie e del figlio di Mladic a Belgrado, nel dicembre dello scorso anno, e prontamente consegnati al Tpi. ''Dobbiamo stabilire nei nostri colloqui con il Tpi come il materiale sia arrivato ai media'', ha concluso Ljajic.

Immagini controverse. Per media s'intende la televisione pubblica bosniaca Ftv che, nel mostrare i video durante la trasmissione 60 minuti, ha sottolineato come in questi anni di latitanza Mladic ha potuto vivere indisturbato in Serbia, contando su connivenze tra i militari e i politici serbi. Nei filmati Mladic appare in scene di vita quotidiana, in vacanza sulla neve o durante una festa di matrimonio. Già a una visione superficiale, le immagini mostrano il super ricercato decisamente più giovane di quanto possa essere adesso. Secondo Ljajic nessun video è successivo al 2001, mentre per la televisione bosniaca almeno il video della vacanza sulla neve risale allo scorso inverno.

Una brutta storia. Da qualsiasi punto di vista si approcci la vicenda, resta uno sgradevole retrogusto. Il governo serbo, come dimostra la cattura di Radovan Karadzic su un tram di Belgrado, sa di non aver fatto tutto quello che poteva in passato per consegnare i criminali di guerra al Tpi. Branislav Puhalo, ex guardia del corpo di Mladic, ha dichiarato recentemente che il super ricercato ha vissuto per anni a Belgrado protetto dai suoi gorilla. E' anche vero, però, che va riconosciuto un cammino della classe dirigente serba che, emancipandosi pian piano da un passato ingombrante, ha collaborato con il Tpi sempre più, fino alla cattura di Karadzic e di altri 43 ricercati, guadagnandosi i complimenti del procuratore capo Tpi Brammetz. Per quanti anni ancora non ci si deve fidare della Serbia? Accuse come quelle della tv pubblica bosniaca non aiutano la normalizzazione dei rapporti tra le due ex repubbliche jugoslave, ma non aiutano neanche la politica serba a emanciparsi dalla teoria del 'complotto internazionale anti-serbo' che tanti danni ha causato in passato. Infine i media. Ieri, con estrema superficialità, si è dato per certo che i video provassero come Mladic si trovi tranquillo a Belgrado. Senza alcuna verifica. Questo non fa onore al giornalismo, che nel conflitto della ex-Jugoslavia ha già causato molti problemi in passato. Senza imparare nulla dai propri errori.

Christian Elia

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