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Il leader della coalizione libanese filo-occidentale e antisiriana '14 marzo' Saad Hariri ha vinto le elezioni politiche libanesi. "Congratulazioni al Libano, congratulazioni alla democrazia, congratulazioni alla liberta", ha dichiarato l'esponente sunnita stanotte, nell'apprendere i primi risultati elettorali.
Sul fronte opposto, la sconfitta è stata riconosciuta dall'ex presidente Michel Aoun, cristiano-maronita ma esponente dell'alleanza filo-Damasco '8 marzo' guidata dagli sciiti di Hezbollah. "Abbiamo perso - ha detto Aoun - e accettiamo il risultato come la volontà del popolo libanese". Aoun si è detto possibilista riguardo alla formazione di una coalizione di governo con i vincitori. Si tratta invece di un duro colpo alla Siria e all'Iran, sostenitori della coalizione '8 marzo'. Hezbollah ha riconosciuto solo in mattinata la vittoria della coalizione rivale: "I lealisti (la coalizione '14 marzo', ndr) si aggiudicano la maggioranza dei seggi in Parlamento e l'opposizione riconosce il risultato", ha affermato la tv al Manar del Partito di Dio nel notiziario della mattina. La televisione 'Future' di proprietà della famiglia Hariri assegna agli antisiriani 70 seggi su 128 del Parlamento di Beirut. Per i dati ufficiali si dovranno ancora attendere le prossime ore, ha spiegato il ministro degli interni Ziad Baroud. Secondo il quotidiano an Nahar, vicino alla coalizione sostenuta da Usa e Arabia Saudita e capeggiata dal partito sunnita del leader Saad Hariri, la maggioranza del '14 marzo' si sarebbe aggiudicata 71 seggi, mentre il blocco rivale 58.
Il sistema politico libanese prevede una divisione a metà del Parlamento, con un numero di seggi uguale per cristiani e musulmani. L'attuale maggioranza parlamentare è arrivata al potere nel 2005, dopo l'assassinio dell'ex Primo ministro Rafiq Hariri. L'attentato costrinse la Siria, accusata di averlo organizzato, a ritirare le sue truppe dal Paese dopo 29 anni di presenza.