04/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.8 - 2005 dal 26/2 al 3/3
Iraq. Il 24 un'autobomba ha colpito il quartier generale della polizia a Tikrit, nell'Iraq del nord, uccidendo almeno 10 agenti e ferendone alcune decine. Prosegue l'offensiva delle forze armate statunitensi nella regione di al-Anbar, dove le truppe Usa intensificano i massicci bombardamenti.
Centinaia di civili sono in fuga dalla zona. Molti di loro si sono gia' trasferiti a Baghdad oppure hanno trovato rifugio nei campi dove prima di loro erano riparati gli abitanti di Falluja, che a meta' strada verso la capitale porta ancora le devastanti cicatrici delle tre settimane di feroce battaglia del novembre scorso (almeno 2.000 morti,  piu' di 100 soldati americani uccisi). Lo stesso giorno è stato ufficialmente prosciolto il marine che ha ucciso un iracheno inerme in una moschea di Falluja durante l'offensiva Usa del novembre scorso. Lo hanno deciso le autorità militari statunitensi, nonostante la presenza di un video che testimonia la dinamica dell'accaduto.
Il 27 viene arrestato il fratellastro di Saddam Hussein. Sabawi Ibraihm al Hasan al-Tikriti, questo il nome dell'uomo, era il 6 di picche del mazzo di carte dei super-ricercati dalle truppe della Coalizione.
Il 28, in un edificio governativo nella cittadina di Mosul, un'esplosione uccide 8 persone e ne ferisce altre 10, tutti iracheni. Un'autobomba esplode ad Hilla uccidendo 130 persone e ferendone 100. E' l'attentato più grave dall'inizio della guerra. Le vittime sono quasi tutte tra le reclute in fila per sostenere la visita medica necessaria per l'ingresso nelle forze dell'ordine irachene e tra la popolazione civile che si trovava al mercato nei pressi del luogo dell'esplosione.
Il 1° marzo viene consegnato alla televisione satellitare in lingua araba al-Jazeera un filmato della giornalista francese Florence Aubenas, che chiede aiuto a un deputato francese per la sua liberazione. La reporter di Liberation dice di essere in pessime condizioni fisiche e psichiche.
Secondo fonti indipendenti, sarebbero 18395 i civili iracheni e 1671 i militari morti dall'inizio della guerra.

Israele e Palestina. Il 24 si è tenuta a Londra una conferenza per organizzare gli aiuti alla ricostruzione e il sostegno alle riforme democratiche dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Il 25 il terrorismo suicida torna a colpire in territorio israeliano, a Tel Aviv. Una donna si è fatta esplodere davanti all'ingresso di un locale notturno sul lungomare della capitale d'Israele uccidendo 4 persone.

Colombia. Il 26 L'esercito ha attaccato la Comunità di pace di San Josè de Apartado: 7 morti, fra cui 3 bambini. La strage è avvenuta a La Resbalosa, nel nord ovest della Colombia. Si tratta di una comunità che nel 1997 si è dichiarata neutrale e non violenta, chiamandosi fuori dalla guerra che dura da oltre quarant'anni
Il 28 la polizia colombiana ha ritrovato i cadaveri di 13 persone uccise a colpi di arma da fuoco. La zona è quella di Narino, alla frontiera con l'Ecuador, in tre località nella cuore della selva. A quanto pare sono civili, vittime di scontri armati avvenuti nel fine settimana a Tumaco, Pizarro e Barbacoa. L'episodio più tragico è accaduto a Barbacoa, dove sono 6 i morti, fra cui un minorenne.
Il 2 un turista italiano di 27 anni, Sabino Mobile, è stato sequestrato e ucciso dai paramilitari colombiani.


Haiti. Il 25 nel quartiere Village de Dieu 8 persone sono state uccise da gruppi armati non ancora identificati. Solo nella mattina del 26 la polizia haitiana ha ripreso il controllo del quartiere. I sospetti degli inquirenti sono rivolti agli uomini che appartenevano alle Chimere, i gruppi colpevoli di numerosi omicidi voluti dal deposto presidente Aristide.
Il 26 nella capitale Port-au-Prince 12 ragazzi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nei giorni che precedono l’anniversario della caduta dell’ex presidente Aristide. Erano tutti giovani che cercavano di difendere il quartiere dove vivevano, Citè l’eternele.
In un altro quartiere degradato, forse il più pericoloso della città, La Saline, sono stati ammazzati 5 uomini fedelissimi di Aristide.
Il 1° marzo la polizia haitiana ha sparato ad altezza uomo contro i manifestanti pro-Aristide che si dirigevano verso il palazzo del governo. 2 dimostranti sono rimasti uccisi mentre, secondo fonti ospedaliere, ci sarebbero stati anche una decina di feriti.

Repubblica Democratica del Congo. Il 25 l'uccisione di 9 caschi blu bengalesi della missione Monuc nella regione dell’Ituri da parte di un gruppo di miliziani ha innescato la reazione dei peacekeepers, che hanno attaccato una postazione ribelle. Circa 50 miliziani sono rimasti uccisi nello scontro. Si tratta di uno degli avvenimenti più gravi degli ultimi mesi, in una regione teatro di una crisi umanitaria che si aggrava giorno dopo giorno: il numero degli sfollati, fuggiti a causa degli attacchi lanciati dai due principali gruppi ribelli ancora attivi, (l’Upc e l’Fni, all’interno dei quali militano rispettivamente uomini delle comunità Hema e Lendu) si sarebbe stabilizzato tra i 60 e i 70mila. Le organizzazioni umanitarie della zona hanno lanciato l’allarme, sostenendo di non disporre di risorse adeguate al fabbisogno di tutti gli sfollati, minacciati dalle malattie e dalla fame.

Costa d’Avorio. Il 1° marzo a Loguale, una località a nord est di Abidjan, una milizia filo-governativa (Movimento per le Liberazione dell'Ovest della Costa D'Avorio, MILOCI ) ha attaccato una base dei ribelli delle Forze Nuove (FN), uccidendo oltre 30 miliziani e catturandone 84.
Questo scontro potrebbe segnare una ripresa delle ostilità tra il governo di Laurent Gbagbo e le milizie del nord, dopo i bombardamenti di novembre 2004, in cui tra gli altri rimasero uccisi nove soldati francesi e un operatore umanitario statunitense. Secondo il comandante Wattao, capo delle truppe ribelli, i 30 morti apparterrebbero alle fila degli assalitori, 84 dei quali sono stati fatti prigionieri e consegnati ai Caschi Blu della missione Monuci.

Tanzania. Il World Food Program ha lanciato l’allarme per 400mila profughi burundesi e congolesi, per i quali è scattata l’emergenza cibo. Molti di essi si sono visti dimezzare la razione di cibo settimanale, che in alcuni casi è addirittura stata tagliata del tutto. La situazione, secondo l’organizzazione, starebbe peggiorando dal settembre scorso e lo tsunami che ha colpito i paesi dell’Oceano Indiano il 26 dicembre 2004 avrebbe assorbito gran parte degli aiuti economici destinati ai profughi. Il governo della Tanzania sostiene inoltre che gli effetti della siccità avrebbero colpito anche la popolazione locale nelle aree rurali.

Nepal. Il 26 i ribelli maoisti hanno posto fine al blocco delle principali arterie che portano alla capitale Kathmandu che durava dal 13 febbraio scorso. Intanto, dopo il colpo di mano del re che il 1° febbraio ha preso il potere assoluto, continuano le sparizioni ad opera dell’Esercito. A denunciarlo è Human Rights Watch.
Tra il 28 febbraio e il 1 marzo, 46 guerriglieri e 4 membri delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi in una sanguinosa battaglia nel sud-ovest del Paese. I maoisti combattono contro il governo dal 1996, per porre fine alla monarchia e instaurare un regime comunista. Finora sono morte 11.000 persone.

Sri Lanka. Il 1° marzo un attacco contro una leader del movimento guerrigliero delle Tigri Tamil ha accresciuto il timore che il cessate il fuoco proclamato nel febbraio 2002 possa essere definitivamente interrotto. Un uomo, non identificato, ha sparato contro la capa ribelle Kuveni nel distretto orientale di Ampara. La donna è rimasta gravemente ferita.

Filippine. Secondo testimonianze del 25 febbraio, le Forze Armate Filippine stanno continuando l’offensiva contro i ribelli musulmani nell’isola di Jolo, arcipelago meridionale di Sulu. Non si conosce il numero esatto delle vittime. Gli sfollati, secondo il Welfar social Department e la Croce Rossa Internazionale, sono oltre 25.000.

India. In Kashmir il 3 marzo l’Esercito indiano ha ripreso le operazioni militari contro i ribelli musulmani, dopo un periodo di tregua nelle regioni colpite dalle imponenti nevicate dei giorni scorsi. Nonostante l’Esercito fosse impegnato nelle operazioni di soccorso, secondo l’Indo Asia News Service che cita fonti militari, nel mese di febbraio i soldati indiani avrebbero ucciso “42 terroristi, la maggior parte mercenari”. Venerdì 25 febbraio i militari hanno ucciso 4 militanti islamici nel distretto meridionale di Udhampur.
 
Categoria: Guerra
Luogo: gli articoli