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Almeno sette guerriglieri islamici e cinque civili sono rimasti uccisi oggi alla periferia di Mogadiscio negli scontri armati tra ribelli e forze governative.
I combattimenti sono concentrati nei quartieri di Dharkinley e Yaqshid, finora considerate zone sicure della capitale somala e per questo rifugio di centinaia di migliaia di sfollati, che ora sono costretti a scappare di nuovo. Migliaia di civili stanno fuggendo ogni giorno. Dicei giorni fa il governo ha lanciato un offenisva contro i ribelli islamici radicali per cacciarli dai quartieri periferici della città, occupati dalle milizie in seguito alla loro offenisva del 7 maggio. Da un mese, Mogadiscio è quindi tornata ad essere un campo di battaglia. I morti civili si contano a centinaia. Ma la preoccupazione maggiore è per le centinaia di migliaia di nuovi sfollati che si vanno ad aggiungere ai milioni di profughi già scappati negli anni scorsi.
Le milizie radicali dei Giovani Mujaheddin e del Partito Islamico vogliono rovesciare il governo provvisorio del moderato Sharif Sheikh Ahmed, al potere da gennaio con il sostegno dell'Etiopia e dell'Occidente.