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Lo si mormorava già quattro mesi fa; ora, sebbene da Pyongyang non giungano conferme ufficiali, lo si dà come una certezza. Kim Jong-il, indebolito dall'ictus che lo ha colpito la scorsa estate, ha scelto il terzogenito come suo successore, nel tentativo di prolungare alla terza generazione la dinastia che in sessant'anni ha fatto della Corea del Nord una dittatura stalinista chiusa al mondo, ma - come ha dimostrato il test di un ordigno nucleare - ancora capace di costituire una minaccia alla sicurezza mondiale.
Se tutto andrà come previsto dal "Caro Leader", sarà dunque Kim Jong-un ad avere in mano il Paese, quando il padre passerà la mano. Secondo la stampa sudcoreana, che cita fonti di intelligence, l'uomo forte di Pyongyang ha ordinato ai vertici militari e a tutti i funzionari del Partito comunista di giurare fedeltà al figlio più giovane, che ha solo 26 anni e una vita ancora più oscura di quella del genitore. L'unica sua fotografia disponibile, in bianco e nero, risale a quindici anni fa: guance paffute, labbra sottili come quello del padre. Ma se è davvero come lo descrivono i pochi che hanno potuto conoscerlo, si capisce perché la scelta è ricaduta su di lui. Mentre il 38enne primogenito Kim Jong-nam si è fatto la fama di scapigliato giramondo e il secondogenito Kim Jong-chol è apparentemente considerato dal padre troppo "effeminato" per governare, il giovane Kim Jong-un è quello che più assomiglia al padre.
Duro, inquadrato, determinato e cresciuto al riparo dal resto del mondo. Dopo aver frequentato (sotto pseudonimo) un collegio a Berna, è tornato in patria e i pochi dettagli disponibili vengono dall'ex chef di sushi della famiglia, Kenji Fujimoto, che lo ha definito "l'immagine sputata di suo padre per quanto riguarda il viso, la sagoma corporea e la personalità". Suoi ex compagni di collegio in Svizzera ricordano un ragazzo tranquillo, che si svagava giocando a basket e guardando i film d'azione di Jean Claude van Damme. Ma le voci che giungono da Pyongyang raccontano anche di una depressione e di recenti problemi di salute sofferti di recente, tra cui il diabete e un'obesità che lo ha portato a pesare un centinaio di chili.
A differenza di quanto si prevedeva a gennaio, quando per la prima volta fu fatto il suo nome, lo scorso marzo Kim Jog-un non è stato inserito nelle liste degli eletti nella Commissione di difesa nazionale, ovvero quello che era considerato il primo passo nella sua introduzione ai vertici. Ma l'improvviso invecchiamento del "Caro Leader", due mesi fa apparso in Parlamento fragile e ben lontano dalla figura paffuta che tutti ricordavano, sembra aver accelerato i tempi. E gli analisti collegano la recente escalation di Kim Jong-il - il test nucleare, nonché il lancio di alcuni missili balistici con relative minacce alla Corea del Sud - al passaggio di poteri in corso. Si crede che Kim voglia nominare formalmente il suo successore entro il 2012, anno del centenario della nascita del padre e fondatore della patria Kim Il-sung. Ma nel frattempo, intende porre le basi per lasciare in mano al figlio uno Stato temuto dal mondo.
Alessandro Ursic
Parole chiave: corea, pyongyang, kim, nucleare, dittatura, successore, comunista