03/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Verranno costruiti a Cameri e costeranno 15 miliardi di euro in diciotto anni

Oltre mille manifestanti - pacifisti, comunisti, anarchici, semplici cittadini - hanno sfilato ieri nel centro di Novara, in Piemonte, per manifestare contro gli F-35: i nuovi caccia-bombardieri da attacco che verranno costruiti e collaudati nel vicino aeroporto militare di Cameri. L'Italia ha deciso di comprarne 131 esemplari, per una spesa di almeno 15 miliardi di euro per i prossimi diciotto anni.

Il progetto militare internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) è stato lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni '9. L'Italia ha aderito nel 1996 con il primo governo Prodi, adesione confermata nel 1998 dal governo D'Alema e nel 2002 e 2009 dai governi Berlusconi. Il nostro Paese partecipa al consorzio industriale Jsf - guidato dalla statunitense Lockheed Martin - tramite l'Alenia, l'azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica. Lo stabilimento piemontese di Cameri (Novara) verrà attrezzato per diventare l'unica linea di montaggio finale del velivolo al di fuori fuori dagli Stati Uniti, dove verranno assemblati tutti gli F-35 destinati alle forze aeree del Vecchio Continente (per ora è certa l'Olanda). Secondo i piani, l'Alenia di Cameri si occuperà anche delle successive revisioni e aggiornamenti per tutta la vita operativa degli F-35, vale a dire per altri trentacinque anni circa.
L'Assemblea Permanente 'No F-35', organizzatrice della manifestazione di ieri, contesta non solo l'enorme spesa di denaro pubblico a scopi militari, ma anche i danni ambientali causati dalla nuova fabbrica di Cameri.

 

Parole chiave: F-35, Novara, Cameri
Categoria: Armi
Luogo: Italia