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L'avvocato di Aung San Suu Kyi si dice "ottimista" e spiega che non ci sono "motivi legali" per condannare la leader dell'opposizione per violazione dei termini degli arresti domiciliari.
La leader della Lega nazionale per la democrazia rischia cinque anni di carcere a causa dell'intrusione di un cittadino statunitense nella sua abitazione. Secondo quando riferisce l'agenzia stampa AsiaNews, gli avvocati della Premio Nobel per la Pace si augurano un esito "positivo" del processo, anche se, riconoscono che non sia "facile che possa essere liberata". Uno dei suoi avvocati, Nyan Win, ha assicurato che "non vi sono i termini per condannarla" se "il processo è condotto secondo la legge".
Domani 30 maggio è il sesto anniversario del massacro di Depayin, in cui la giunta militare ha cercato di assassinare Aung San Suu Kyi.