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Scritto per noi da
Cristiano Morsolin*
"Il trionfo conferma il progetto politico del secolo XXI a livello nazionale e regionale: continueremo sulla scia delle riforme di questa rivoluzione che privilegia l'attenzione ai poveri; i cambiamenti sono possibili pero al di fuori del sistema capitalista per promuovere un nuovo sistema finanziario internazionale che metta fine alla dipendenza dell'America Latina con la Banca Mondiale e FMI": le parole del neo presidente eletto Rafael Correa si espandono dal palazzo di Carondelet verso i maestosi vulcani che avvolgono l'Ecuador. Questa vittoria viene raggiunta grazie anche all'impegno dei movimenti sociali.
Ho accompagnato il nascente movimento NATs in Ecuador durante la campagna elettorale, che ha avuto la sua apoteosi nell'incontro del 12 maggio, con la Ministra della partecipazione sociale Manuela Gallegos. Varie organizzazioni sociali, tra cui il progetto salesiano per ragazzi di strada e il Centro gesuita del ragazzo lavoratore CMT, con il sostegno di Rene Unda - Coordinatore del Master di politiche per l'infanzia dell'Università Salesiana di Quito, hanno diffuso un documento di proposte per i candidati dove si sottolinea di considerare "le diverse esperienze positive di applicazione della Convenzione Internazionale dei diritti del bambino. Per esempio chiediamo di riconoscere i nostri progetti di educazione alternativa con una pedagogia liberatrice che valorizza l'identità dei bambini/e, adolescenti dei settori popolari, come buone pratiche da assumere come politica statale. Consideriamo che si deve investire maggiormente nell'educazione di qualità nelle zone rurali e andina, riconoscendo la cosmovisione indigena, la ricchezza delle nostre culture e anche i diritti economici, sociali e culturali previsti nella nuova Costituzione". Si chiede di non discriminare i bambini e adolescenti lavoratori (NATs nell'acronimo in spagnolo) lustrascarpe nelle piazze del centro della capitale; l'elezione del neo sindaco di Quito Barreno apre possibilità di dialogo visto il suo impegno di non criminalizzare il lavoro informale.
La Ministra della partecipazione sociale Manuela Gallegos dopo un'ora di confronto con i NATs ha affermato che "nel nostro immaginario i bambini non dovrebbero lavorare ma siamo d'accordo con i NATs che si devono migliorare le condizioni di vita e di dignità sia dei bambini e adolescenti lavoratori che delle loro famiglie nell'attuale contesto di lotta alla povertà. Apprezziamo l'impegno dei NATs nel sostenere il diritto al voto degli adolescenti e il loro contributo alla "rivoluzione della cittadinanza", per questo ho marciato con loro il primo maggio a Quito".
Carla Taipe, ha 15 anni e partecipa ai corsi di parrucchiera del CMT, commenta: "la ministra Manuela crede nell'infanzia e adolescenza e vuole appoggiare il nostro movimento per mettere in pratica i nostri sogni".
Il salesiano Richard Carchi Redrovan sottolinea: "il Governo deve capire che i nostri ragazzi lavorano per necessità, molte volte sono gli unici che mantengono la famiglia ma allo stesso tempo studiano ed è per questo che bisogna valorizzare le nostre proposte educative che offriamo per raggiungere una vera inclusione sociale partendo dalla formazione per un lavoro in condizioni dignitose".
Ha mandato un saluto anche Monica Frassoni, capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo: "la politica di rispetto dei diritti dell'infanzia adottata dall'Unione Europea viene applicata anche nella cooperazione internazionale e trova connessioni anche in Ecuador, penso alla denuncia di Human Rights Watch che ha denunciato la presenza di lavoro minorile sfruttato nelle piantagioni del magnate Noboa (candidato presidenziale), penso all'urgenza di migliorare la qualità educativa nelle scuole andine e rurali. E' positivo che queste proposte sorgano dagli stessi bambini/e adolescenti dei settori popolari, che vivono sulla loro pelle l'esclusione ma, da vittime diventano attori del cambiamento".
Quest'apertura istituzionale della Ministra Gallegos dimostra l'attenzione dei governi progressisti della regione Andina nei confronti dei movimenti sociali NATs, come dimostra l'esperienza positiva in Venezuela, in Paraguay e in Bolivia, dove l'articolo 61 della nuova Costituzione prevede "che non e' permessa nessuna forma di sfruttamento infantile ma è autorizzato il lavoro dei bambini e adolescenti in ambito familiare e rurale".
In un paese dove 660.000 bambini lavorano e rappresentano il 17% della forza lavoro globale, il dialogo con un governo progressista e i movimenti sociali, dimostra l'opportunia' di poter costruire soluzioni dignitose per settori popolari storicamente esclusi come i NATs.
*Cristiano Morsolin, operatore di Reti internazionali per la difesa dei diritti umani e collaboratore delle reti latinoamericane "Giubileo Sud", "Latindadd", MOLACNATs. Co-fondatore dell'Osservatorio sull'America Latina Selvas, vive in America Latina dal 2001.