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Un anno e mezzo dopo aver ceduto la presidenza alla moglie Cristina, Nestor Kirchner torna alla politica ufficiale come candidato a deputato nelle elezioni parlamentari del 28 giugno prossimo, per cercare di salvare dalla possibile debacle la moglie presidente e il partito peronista. L'ex presidente si candida, questa volta, non nella provincia di Santa Cruz dove è nato e dove ha costruito il suo successo politico, ma nella capitale.
Buenos Aires sarà decisiva per le elezioni, perché il 38 percento dell'elettorato argentino vota lì. Assieme a Kirchner si presenterà il governatore di Buenos Aires, Daniel Scioli, che gode di una certa popolarità, mentre il sindaco della capitale, Mauricio Macri, è il capo dell'opposizione. Se il marito della presidente e il loro partito perderanno, come molti prevedono, il governo si troverà di fronte un Congresso con maggioranza di opposizione e sarà costretto quindi a dialogare e negoziare.
A raccontare a PeaceReporter cosa si respira in Argentina a poche settimane dal voto è Hernán Buzzella, giornalista di Critica digital.
Cosa succede in questa campagna elettorale? I due favoriti, Néstor Kirchner e il suo principale avversario Francisco de Narváez, che Argentina promettono?
Questa campagna elettorale è molto povera di idee. A promettere un futuro migliore sono solo le facce dei candidati. Nessuno che espone progetti, tutti che evitano dibattiti testa a testa o che si limitano a dar mostra di sé, niente di più. La teoria principale di Kirchner è: "O vinciamo noi o l'Argentina cadrà nel caos". Quando dice "noi", si riferisce alla maggioranza. Ed è una visione molto lontana dalla realtà, eppure la usa come ne usa altre di frasi allarmiste. La sua intenzione è continuare con il medesimo modello inaugurato nel 2003 e che ora continua con Cristina Kirchner.
Francisco de Narváez insiste sull'insicurezza, ma il problema è che non spiega come risolverla. Utilizza soltanto frasi fatte che suonano quali belle parole. È un multimilionario e sta spendendo una fortuna in questa campagna elettorale. La sua faccia compare da ogni parte, televisione, strade, riviste, ma credo che nessuno sappia davvero cosa proponga veramente.
Chi è il miglior candidato per aiutare il governo a traghettare il paese fuori dalla crisi economica locale e globale?
Sinceramente non so chi sia il miglior candidato. Personalmente non ho fiducia in nessuno dei grandi partiti. Dovendo sceglierne uno, mi schiero con Pino Solanas di Progetto sud.
L'ex presidente Néstor Kirchner, candidatosi, ha dichiarato "Ci vogliono proscrivere come nel 1955", aggiungendo "se siamo tanto male come dicono, perché vogliono proscriverci?". Ci spiega a chi si riferisce? E perché parlare di prescrizione?
Parla di quando il peronismo venne proscritto dal 1955 fino al 1964. La proscrizione del movimento di Juan Domingo Perón fu imposta dal governo militare che lo rovesciò. E Kirchner è molto lontano da tutto ciò. In queste elezioni, la maggioranza ha candidato molti politici che già stanno esercitando altri ruoli. Per esempio, Daniel Scioli è il governatore della provincia di Buenos Aires e Sergio Massa è il capo di gabinetto. Se verranno eletti, continueranno nei loro ruoli, senza diventare deputati. Un fatto insolito di fronte al quale l'opposizione ha reagito appellandosi contro le così dette "candidature testimonial". E la Giustizia ha risposto, parlando a favore della maggioranza, ma lasciando la decisione finale al popolo. Ed è riferendosi a questa legittima impugnazione che Kirchner ricorre al vittimismo, dicendo che lo vogliono proscrivere.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha spedito una lettera al presidente Cristina Kirchner, in occasione della festa nazionale del 25 maggio, dove ha lodato "gli sforzi dell'Argentina nel lavorare in maniera costruttiva nella regione latinoamericana e non solo". Il presidente si è affrettata a sottolineare che quel messaggio andava al di là di un saluto formale e che "è un'identificare quello che noi abbiamo pianificato con quello che Obama ha sempre perseguito nella sua campagna elettorale". Che c'è dietro? È una maniera di Obama per appoggiare i Kirchner?
Non lo vedo come un appoggio ai Kirchner, ma come un tentativo di Obama di avvicinarsi ai paesi dell'America Latina. Durante il governo Bush, le relazioni con la maggior parte dei paesi della regione sono state molto fredde, e c'è intenzione - da entrambi i lati - di cercare di rimediare. Per merito dell'immagine molto positiva che ha il presidente degli Stati Uniti, mostrarsi vicino a lui o alle sue idee è politicamente assai redditizio. Cristina lo sa molto bene e non si lascia scappare nessuna opportunità.
Il fiscal ha convalidato la candidatura dell'aguzzino della dittatura Luis Abelardo Patti. Come può essere?
È una vergogna. Quello che fanno è scaricare il barile l'uno con l'altro. Il fiscal dice che non può essergli impedito perché non c'è una condanna definitiva contro di lui. E spiega che sono i deputati che dovrebbero cambiare la legge.
Patti è stato un repressore durante l'ultima dittatura e attualmente fa campagna elettorale dal carcere. È prigioniero dal novembre 2007, accusato di sequestri, assassinii e torture. Sono situazioni che solo possono accadere in un paese poco serio come il nostro.
Che pensa del governo dei Kirchner? Sei anni di Kirchner cos'hanno portato in Argentina?
Credo che il kirchnerismo abbia già compiuto un ciclo in questo paese e quello che stanno facendo sono tentativi quasi disperati per cercare di restare al potere. Tanto Néstor come Cristina sono saliti al potere con un'immagine molto positiva che soltanto loro hanno rovinato. La principale caratteristica negativa di questi otto anni è l'ampliarsi della differenza tra ricchi e poveri, e come è stata colpita la classe media. In teoria, uno dei loro temi principali è la redistribuzione delle ricchezze, ma in pratica la realtà è un'altra. Per far quadrare i conti è intervenuta l'Indec, l'organismo statale che si incarica, tra le altre cose, di calcolare gli indici di povertà, indigenza, disoccupazione e inflazione. Tutti i numeri sono ‘truccati' in maniera scandalosa, eppure loro prendono queste cifre per dimostrare che stanno facendo le cose per bene. Un esempio: per l'Indec, in aprile l'inflazione era allo 0,3 percento. Qualcosa di ridicolo, dato che gli studi privati parlano di cifre che oscillano tra il 10 e il 15 percento. E così in tutte le altre aree. L'intervento di questo organismo è un'altra vergogna nazionale.
Cosa spera per il suo paese?
Spero che finisca il mandato dei Kirchner (le presidenziali saranno nel 2011) e che succeda loro un governo più onesto, più vicino alla gente. Un governo che non consideri chiunque la pensi in maniera diversa un nemico e che non prenda ogni singola critica come un tradimento o un tentativo di destabilizzarlo. Tenendo in considerazione il panorama attuale, è chiedere davvero molto. Ma dicono che la speranza sia l'ultima a morire.
Stella Spinelli