05/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La Croce Rossa Internazionale sta lasciando la comunità San Pedro Polho
San Pedro PolhoDella Croce Rossa Internazionale, che ha prestato cure mediche, distribuito medicinali e cibo e ha funzionato come ammortizzatore nelle condizioni di guerra sorte in Chiapas dal 1994,  oggi resta solo un’ambulanza ferma.
Si suppone sia pronta a trasportare in qualsiasi momento qualche paziente all'ospedale a San Cristóbal de las Casas. Ma anche questo ultimo servizio sarà sospeso il prossimo dicembre.

“Io ho chiesto che si fermasse qui per i profughi ammalati, ma mi hanno detto che sarà solo per il 2004”. A denunciarlo è Agustín Pérez Parcero, presidente del consiglio municipale autonomo di Polhó.

Ora che il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha annunciato il suo ritiro dalle comunità indigene della zona di conflitto, a pagare saranno le migliaia di profughi costretti alla miseria dalle violenze dei paramilitari di Chenalhó.

Bambina Secondo il consiglio autonomo, la presenza dell’istituzione adesso è praticamente simbolica. Ci sono 5.333 profughi soltanto nei sei accampamenti di Polhó, senza contare gli accampamenti ottp (alla deviazione di Yabteclum) e il sette (ad Acteal).

C'è anche un accampamento di semi -ritornati a Sak'mesan'toctic, vicino a Los Chorros, la comunità sede permanente dei paramilitari vicini al Pri, il partito che ha governato il Messico per decine di anni.
Spinto dalla miseria, quest’ultimo gruppo di famiglie si è avvicinato alle proprie terre di origine per coltivarle e lavorarle, anche se non può recuperare le proprie case a Los Chorros.

Sei anni dopo il massacro di Acteal, i profughi zapatisti continuano ad essere in pericolo, derubati e minacciati da paramilitari che nessuno si preoccupa di disarmare.
La Croce Rossa sta abbandonando una regione pesantemente militarizzata, con presenza di paramilitari impuniti e minacciosi a Los Chorros, Tzanembolom e Chimix, ed un panorama di profonde carenze.

Bambino “Tutti i giorni ci sono pattugliamenti dell’Esercito federale e dei giudiziali, ma quelli che passano più di frequente sono della polizia di stato - spiega Pérez Parcero - Abbiamo bisogno di tante cose. Il cibo non basta. Adesso i profughi sono molto tristi. La Croce Rossa Svizzera ci dice che gli aiuti adesso devono andare all’Iraq”.

Questa settimana, il delegato della Croce Rossa, Cipriano Villegas Apodaca, ha confermato la chiusura dei presidi di assistenza nella zona di conflitto. Ha confermato che a Polhó sono stati chiusi i servizi medici ed è stata lasciata solo un’ambulanza con un’infermiera ed un tecnico per le urgenze.
Un altro punto importante del Cicr, nella comunità San Miguel (vicino al caracol zapatista di La Garrucha), copriva 80 comunità delle valli. Oggi sono rimaste tre ambulanze che a giugno saranno ritirate e rimarranno solo i servizi di vaccinazione.

Chapas Il presidente autonomo, accompagnato da due membri del consiglio (tutti con passamontagna), ha dichiarato che “In quanto a salute, siamo messi male. Non ci sono medicine, mancano i medici, si ammala tanta gente. Quelli della Croce Rossa hanno finito di lavorare. Ci avrebbero anche lasciato dei medicinali, ma hanno voluto che si facesse un inventario e non si sono messi d’accordo con i promotori di salute della clinica autonoma, quindi non ci hanno lasciato nulla”.

La situazione alimentare dei profughi, basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, è drammatica.  

“Compravamo 28 tonnellate di mais al mese, ma adesso non abbiamo più denaro - aggiunge il rappresentante autonomo - La Croce Rossa all’inizio ne forniva dieci chili a famiglia. Poi è passata a cinque. Adesso a zero”.

Chapas Sono anni che queste migliaia di esiliati non possono lavorare le loro piantagioni di mais e coltivazioni di caffè, nonostante si trovino relativamente vicini ai loro poderi. Sebbene la presenza dell’Esercito federale si giustifichi come lavoro sociale e presunto freno alla violenza intercomunitaria , tutto indica che il suo effetto sia l'opposto.

Effettivamente, dopo Acteal, i paramilitari hanno smesso di assassinare zapatisti ed Abejas. Ciò nonostante, la sovrappopolazione militare e di polizia del territorio di Polhó non ha garantito la sicurezza dei profughi e, per quanto si è visto, ha invece garantito la permanenza dei paramilitari.

Il presidente del consiglio autonomo riconosce che alcuni organismi indipendenti forniscono una certa quantità di generi alimentari: “Ma non bastano per tutti”.
 
Categoria: Salute
Luogo: Messico