PARTI IN CONFLITTO
1969-OGGI: nella provincia di Iran Jaya, anche detta Papua Occidentale, i guerriglieri
separatisti del Movimento Papua
Libera (OPM) combattono contro l’esercito governativo e diversi gruppi paramilitari.
VITTIME
Sono almeno 100 mila i morti in Irian Jaya. Fonti locali hanno parlato addirittura
di 800 mila persone uccise su una popolazione totale di 1 milione e mezzo di abitanti.
Nel 2003 le vittime del conflitto sono state una trentina, tra i quali diversi
civili.
RISORSE CONTESE
La regione della Papua occidentale è ricca di miniere di oro, argento e rame.
I suoi giacimenti sono sfruttati dalla compagnia mineraria americana Freeport
McMoRan, che è accusata di finanziare l’esercito governativo e armare alcuni gruppi
paramilitari locali. Le altre risorse contese sono il legname della foresta equatoriale
e il gas naturale del sottosuolo.
FORNITURE ARMAMENTI
A causa del mancato rinnovamento dell’embargo europeo all’Indonesia sugli armamenti
(scaduto il 17 febbraio 2000), il governo riceve armi soprattutto dagli Stati
Uniti (di cui appoggia la “guerra al terrorismo globale”), ma anche da Gran Bretagna,
Germania, Francia, Olanda, Singapore, Corea del Sud e Slovacchia; i ribelli dell’OPM
usano armi tradizionali o quelle razziate nei posti di polizia.
SITUAZIONE ATTUALE
Dopo il fallimento delle trattative sull'autonomia limitata della provincia
(rifiutata dall'OPM), il governo indonesiano ha avviato una massiccia campagna
militare volta ad annientare la guerriglia separatista.
Il
16 marzo 2006 3 poliziotti e un soldato sono stati uccisi da una folla
di studenti che manifestava contro la compagnia mineraria americanaFreeport McMoran.
Ci sono voci non confermate che parlano della morte di due civili negli
scontri, mentre Human Rights Watch ha parlato di almeno 6 persone
gravemente ferite. Le proteste erano nate dopo che le forze di
sicurezza della miniera, in mano al gigante statunitense Freeport
McMoran, avevano deciso di licenziare minatori senza licenza lo scorso
mese. I sostenitori dell'indipendenza di Papua vedono la miniera come
un simbolo di dominio ingiusto.
Nell’agosto 2003 l’autorità
centrale ha diviso la provincia in tre parti, generando scontri tra abitanti sostenitori
e oppositori dell’iniziativa autonomista nella città di Timika. Contro le popolazioni
locali proseguono la persecuzione e le violenze perpetrate dall'esercito, responsabili
di esecuzioni extragiudiziali, torture, stupri e sparizioni.