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Il presidente colombiano, Álvaro Uribe, ha definito "sconveniente" tentare un terzo mandato nel 2010, dato che "ci sono altri leader capaci di portare avanti il lavoro fatto finora". Ma intanto resta sul vago e si para le spalle. E dal canto suo l'opposizione corre ai ripari come può.
Finalmente accetta di rispondere. "Personalmente, non mi piacerebbe dover sopportare l'amarezza che le nuove generazioni mi vedano come qualcuno attaccato al potere", ha aggiunto Alvaro Uribe rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se ha o meno il desiderio di continuare a governare la Colombia. Una dichiarazione rilasciata durante un forum economico a Bogotá, dopo due giorni che il Senato ha detto sì alla possibilità di indire un referendum per riformare la Magna Carta e spianare la strada alla sua rielezione. È, infatti, soltanto dopo il pronunciamento del Senato, che Alvaro Uribe ha iniziato a sbottonarsi sul tema, dimostrandosi titubante, incerto, vago, ma pur sempre disponibile all'argomento. Un atteggiamento differente da quel completo mutismo sulla questione dimostrato anche solo pochi giorni prima. Ne è un esempio l'intervista rilasciata a Bbc Mundo il 4 maggio, in cui Uribe alla domanda sulla rielezione, risponde: "Un'altra domanda, amico", riferendosi al giornalista Julián Miglierini che lo sta intervistando.
Né sì, né no. Per adesso, comunque, dietro una facciata di titubanza, non ha comunque mai negato che presenterà la sua candidatura, mentre è evidente che ha pensato bene di pararsi le spalle preparando la strada al fedele amico Manuel Santos, ex ministro della Difesa dimessosi, appunto, il 19 maggio scorso, giusto in tempo per potersi candidare.
Intanto, il testo sulla rielezione è stato presentato alla Camera bassa, ma con un contenuto sostanzialmente differente: si chiede una rielezione, sì, ma nel 2014. Quando i testi di Senato e Camera combaceranno in contenuti e risultato della votazione, passeranno alla Corte Costituzionale per il vaglio finale. Un processo lungo e insidioso, che sta suggerendo a Uribe prudenza e piedi di piombo.
Lunga e contorta corre la strada. L'opposizione all'uribismo, nel frattempo, non è rimasta a guardare. L'ex presidente César Gaviria Trujillo, capo del liberalismo, e l'ex presidente del Polo democratico alternativo, Carlos Gaviria Díaz, si sono incontrati per creare un fronte comune contro la rielezione di Uribe, invitando anche altri gruppi politici e organizzazioni sociali a unirsi alla campagna. Ma mentre il Polo sarebbe pronto ad agire da subito, il Partito liberale frena, rimandando il tutto alla eventuale sentenza della Corte costituzionale, che, una volta che avrà in mano i documenti, avrà a disposizione sei mesi di tempo. Insomma, la strada è lunga e la battaglia è aperta.
Stella Spinelli
Parole chiave: uribe, terzo mandato, rielezione, elezioni 2010, santos, colombia