21/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



E' la prima sentenza di questo tipo nel Paese asiatico

La Corte Suprema della Corea del Sud ha riconosciuto il diritto a morire di una donna in stato vegetativo dal 2008.

Il 16 febbraio 2008 la donna, di 76 anni, è entrata in coma vegetativo dopo un arresto cardiaco avvenuto durante un’endoscopia ai bronchi. A fine maggio i parenti hanno chiesto al Severance Hospital di Sinchon-dong di sospendere l’alimentazione e la ventilazione della donna, ma i medici hanno rifiutato la domanda. Lo scorso novembre, un tribunale aveva approvato la richiesta della famiglia perché non c'era possibilità di ricupero per la donna ma i medici avevano fatto un appello.
Secondo quanto si legge nella sentenza della Corte Suprema "continuare il sostegno artificiale della vita e l'alimentazione per i pazienti in coma è una questione che dovrebbe essere considerata con attenzione". La sentenza aggiunge che "se è evidente che il paziente in questione morirà presto visto le sue condizioni, si può concludere che è già entrato in una fase di morte. In questo caso, continuare il trattamento serve solo a danneggiare la sua dignità umana".

 

Categoria: Diritti
Luogo: Corea del Sud