03/02/2004
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Gli storici minibus sono fermi e i trasporti paralizzati
Migliaia di persone sono rimaste a piedi per le strade del Kenya, in
seguito al blocco della circolazione dei minibus, che ha gettato il
Paese nel caos.
I trasporti, in Kenya come nella maggior parte del continente Africano,
funzionano soprattutto grazie ai cosiddetti matatu , rumorosi, colorati
e fatiscenti veicoli a metà tra l’autobus e il furgoncino, con i quali
milioni di lavoratori, massaie, commercianti e studenti si muovono ogni
giorno.
Il trasporto pubblico, del tutto insufficiente, trova in
queste curiose vetture private un modo per consentire ai cittadini
la possibilità di spostarsi.
La decisione del governo di rendere più sicure le strade, funestate di
numerosi incidenti dovuti alla pressoché totale assenza di norme di
sicurezza, ha colpito per primi i matatu e i loro conducenti, che ora
devono adeguarsi alle nuove norme. Dai prossimi giorni sono infatti
previsti contachilometri per tutte le vetture e cinture di sicurezza.
Imatatu che non dovessero rispondere a questi requisiti (praticamente tutti) non
potranno circolare.
Inutile dire cosa questo abbia scatenato nel Paese.
I pochi veicoli che circolano per le strade e i sobborghi di Nairobi,
Mombasa, Kisumu e tutte le altre città e villaggi sono stati presi
d’assalto, dando vita a situazioni grottesche.
Molti dereva (‘autisti’ in lingua kiswahili ) hanno approfittato
delle circostanze per aumentare il prezzo delle corse, arrivando a
chiedere cifre esorbitanti.
Il costo di una corsa, 15 scellini del Kenya (quindici centesimi di euro),
è arrivato in alcuni casi a decuplicarsi e sono state trovate le scuse
più esilaranti. Una donna incinta, che doveva compiere la tratta dalla
città orientale di Embu a Nairobi è stata costretta a pagare la corsa
anche per il nascituro.
I treni sono stati invasi da migliaia di pendolari e i collegamenti con
i Paesi limitrofi interrotti. A decine di autisti è stata ritirata la
licenza e alcuni sono stati arrestati e denunciati.
Il governo, per voce del ministro dei trasporti, John Njoroge Michuki,
ha fatto sapere di essere inamovibile sulla nuova normativa e ha deciso
di intensificare i controlli stradali per punire i trasgressori.