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La missione delle Nazioni Unite che ha il compito di investigare le violazioni commesse da Israele durante l'operazione Piombo Fuso, ha detto che proseguirà nel suo lavoro nonostante l'avversità di Tel Aviv.
L'ex procuratore internazionale, Richard Goldstone, a capo della missione Onu, ha fatto sapere di voler proseguire nelle indagini, nonostante Israele abbia bollato come "intrinsecamente difettosi" i primi risultati del loro lavoro. Goldstone, un ebreo sudafricano con stretti legami con Israele, aveva accettato il compito affidatogli dalla Nazioni Unite a condizione di poter studiare ciò che è successo su entrambi i fronti, incominciando da Sderot, obiettivo dei razzi palestinesi. Ora, però, di fronte alle proteste di Tel Aviv, Goldostone ha annunciato che gli ispettori sono pronti a entrare a Gaza dall'Egitto, se necessario. "Sono dispiaciuto e tutti i membri della commissione sono dispiaciuti per non aver ricevuto una risposta positiva da parte del governo israeliano. Il nostro desiderio sarebbe stato quello di visitare il sud di Israele, incominciand da Sderot, per poi entrare nella Striscia di Gaza attraverso la porta principale e proseguire poi per la Cisgiordania", è stato il suo commento.
"Non c'è alcun cambiamento nella nostra posizione- ha replicato il portavoce del ministero degli Esteri, Yigal Palmor - Noi pensiamo che il mandato sia intrinsecamente imperfetto e difettoso, e perciò questa commissione non sarà mai in grado di svolgere un buon lavoro, per quanto buone possano essere le intenzioni del suo capo", per questo - ha proseguito - resta ancora da decidere se potranno entrare nel territorio di Israele. Goldstone ha comunque replicato di non considerare ancora questa una risposta ufficiale e di sperare in un responso positivo.