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I paesi del Sudest asiatico hanno espresso oggi "grave preoccupazione" per il processo alla leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, che è iniziato ieri.
Suu Kyi è stata accusata di aver violato le condizione degli arresti domiciliari dopo che un uomo americano si è introdotto questo mese in casa sua.
L'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (Asean), che comprende 10 paesi, ha assicurato in una nota che il Myanmar "ha la responsabilità di proteggere e promuovere i diritti umani". L'Asean ha chiesto la liberazione della Premio Nobel della Pace. Alcuni critici assicurano che le accuse, che potrebbero costarle fino a cinque anni di carcere, hanno la intenzione di trattenere alla leader della Lega Nazionale per la Democrazia fino a dopo le elezioni del 2010.
Intanto, dall'Ue arrivano le prime sanzioni contro il governo militare del Myanmar, soltanto quattro giorni dopo dal rinnovo da parte degli Stati Uniti delle misure contro il Paese asiatico.