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Chi l’ha detto che negli Stati Uniti la guerra in Iraq è un tabù di cui non si
può parlare? Ieri i cittadini di 56 città del Vermont, lo Stato con il più alto
numero di morti pro-capite nel conflitto, hanno votato una risoluzione che chiedeva
al presidente Bush e al Congresso di ritirare le truppe dall’Iraq, e alle autorità
statali di riconsiderare il ruolo dei membri della Guardia Nazionale del Vermont
impegnati nel Paese mediorientale. Quasi l'85 per cento delle città coinvolte,
47 su 56, ha approvato la proposta.
Potenziale simbolico. Le risoluzioni approvate verranno presentate alle autorità statali. Ma dato
che lo Stato non ha potere sui dispiegamenti della Guardia Nazionale, e considerato il carattere non vincolante delle decisioni dei town meeting, le risoluzioni hanno più che altro un valore simbolico. “Non solo – puntualizza
però Ellen Kaye, una delle organizzatrici della petizione –, in molti meeting la questione è stata discussa in profondità prima di essere messa ai voti, ed
è importante avere un dibattito su questi temi. Anche se non hanno ascoltato la
voce di milioni di persone che chiedevano di non fare la guerra, ora sono delle
intere città, seppur piccole, che fanno la stessa richiesta”.
Critiche e lodi. La petizione è stata criticata da una parte degli abitanti del Vermont, che
l’hanno definita propaganda pacifista non meritevole di essere discussa nei town meeting. Ma l’iniziativa ha ricevuto anche delle lodi. “Ha incluso nel dibattito proprio
le persone che dovrebbero discutere l’impatto di questa guerra: le famiglie della
Guardia Nazionale, i politici locali, gli ufficiali scolastici”, ha detto Nancy
Lessin, co-fondatrice del gruppo Military Families Speak Out. E il senatore democratico Patrick Leahy ha elogiato gli abitanti del Vermont
per aver “ancora una volta dato un buon esempio di partecipazione civile”. Ancora
una volta, perché già in passato i town meeting hanno parlato di argomenti nazionali: le armi nucleari, l’aborto, il Patriot
Act. E nel 1974 cinque città chiesero ai rappresentanti del Congresso di sottoporre
il presidente Nixon alla procedura di impeachment. Poi le cose andarono effettivamente così; chissà che non succeda lo stesso
con la guerra in Iraq.Alessandro Ursic