14/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista al ministro della Sanità afgano Sayed Mohammad Amin Fatimie

Fatimie e StradaSignor ministro, durante la sua recente visita a Washington lei ha dichiarato che "la via che può portare alla pace in Afghanistan passa anche dalla capacità del Paese a fornire un'adeguata assistenza sanitaria alla popolazione, e da questo punto di vista l'Ong italiana di Emergency può diventare un modello nell'ambito della nuova strategia afgana voluta dall'amministrazione americana". Può spiegare meglio cosa intende?

L'Ong italiana del dottor Gino Strada ha fatto per anni e continua a fare un gran lavoro nel mio Paese, fornendo assistenza sanitaria gratuita e di altissima qualità a tutta la popolazione che ne ha bisogno, senza distinzioni, curando tutti nella stessa maniera nel rispetto di quei principi di neutralità, imparzialità e umanità che qualsiasi servizio sanitario deve avere. Principi che Emergency, così come la Croce Rossa Internazionale, continuano a mettere in pratica ogni giorno da anni, salvando la vita di milioni di persone. Se oggi l'85 percento della popolazione del mio Paese ha accesso a cure mediche di base, lo dobbiamo al tipo di lavoro svolto dall'Ong del dottor Strada.
Il presidente Obama è consapevole del fatto che la pacificazione dell'Afghanistan passa necessariamente attraverso l'effettiva soddisfazione dei bisogni essenziali della popolazione, tra cui c'è certamente l'accesso ai servizi sanitari. Il modello di Emergency rappresenta la strada da percorrere per raggiungere questo obiettivo.

L'ingresso di un ospedale di EmergencyMinistro, Emergency è l'unica Ong straniera a operare nella provincia meridionale di Helmand, in pieno territorio talebano, in piena zona di guerra, e lo fa senza guardie armate e senza la protezione da parte delle forze militari della Nato. Anche questo a suo parere fa parte di quel ‘modello Emergency' che andrebbe seguito per giungere alla pacificazione dell'Afghanistan?

In tutti gli ospedali di Emergency, compreso quello di Lashkargah nella turbolenta provincia di Helmand, è severamente proibito entrare armati e, nonostante le difficili condizioni di sicurezza, non ci sono uomini armati fuori dai cancelli. Questo perché Emergency sa che la migliore garanzia di sicurezza è la fiducia della popolazione locale conquistata grazie alla qualità e all'imparzialità del servizio reso alla comunità.

 

Enrico Piovesana

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