03/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



In coda per i posti di blocco le auto espongono stracci neri in segno di lutto
scritto per noi da
Rawon
 
ErbilLa citta si sveglia per il secondo giorno in stato di shock. I circa settanta morti e gli oltre duecento feriti, molti dei quali ancora ricoverati in ospedale, sono stati un duro colpo.
Le bandierine nere appese alle antenne delle macchine o ai finestrini, formano una macabra serpentina che si snoda nelle vie affollate.

Centinaia di peshmerga, i combattenti curdi che guardano in faccia la morte , si distribuiscono il controllo di punti nevralgici e strade importanti.
Nel lento gesticolare della gente si legge il dramma di chi ha perso il fratello, o un amico, o un conoscente.

Donna curda Pochissime le donne ferite l’altro giorno dalle due tremende esplosioni; in un paese dove lo splendido universo femminile paga un prezzo altissimo in termini di mancanza di diritti, la prerogativa di morire o essere ferito in un attentato alla sede del partito spetta solo agli uomini.

 Le donne si affollano invece davanti i cancelli degli ospedali, urlano il loro lamento, accolgono i morti che, adagiati sui cassoni dei pick up, cercano di farsi strada tra la folla. Subito le donne salgono sui cassoni, abbracciano e baciano i loro cari avvolti in grigi sudari di tela grezza, si sbracciano con strani gesti rituali come se cercassero di acchiappare con le mani qualcosa sospesa nell’aria.

Ancora oggi gli ospedali di Erbil sono affollati: doveva essere il secondo giorno di festa, si doveva andare tutti a fare visita ai parenti, agli amici. E invece si vanno a fare le condoglianze, si va a visitare i feriti.
Aquesto sono serviti i bei vestiti preparati con cura nei giorni scorsi.

Uomo curdo Ai curdi piace vestirsi bene, le loro scarpe sono sempre lucide, le camicie ben stirate. Peccato che appena usciti di casa il tutto si sporcherà del fango che la pioggia di ieri ha lasciato in abbondanza.

Non c’è festa oggi, c’è lutto. E preoccupazione. Tanta.
I curdi del nord Iraq ritrovano la loro unità nel sangue. "Il processo di unificazione tra il Pdk e il Puk andrà avanti lo stesso, anzi sarà velocizzato adesso", dicono i pochi esponenti politici che in questi giorni accettano di parlare.

Ma non sono in molti a crederci; troppe delusioni nel passato, troppe sofferenze, altri lutti. Al calar della luce, nel freddo crepuscolo invernale, i soldati di guardia in città indossano i loro passamontagna di colore verde, sbucano all’improvviso nelle strade poco illuminate e con ordini perentori fermano e perquisiscono tutte le macchine sospette.

E il dopoguerra guerreggiato prosegue il suo corso.

Categoria: Guerra, Popoli
Luogo: Iraq