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La citta si sveglia per il secondo giorno in stato di shock. I
circa settanta morti e gli oltre duecento feriti, molti dei quali
ancora ricoverati in ospedale, sono stati un duro colpo.
Pochissime le donne ferite l’altro giorno dalle due tremende
esplosioni; in un paese dove lo splendido universo femminile paga un
prezzo altissimo in termini di mancanza di diritti, la prerogativa di
morire o essere ferito in un attentato alla sede del partito spetta
solo agli uomini.
Ai curdi piace vestirsi bene, le loro scarpe sono sempre lucide, le
camicie ben stirate. Peccato che appena usciti di casa il tutto si
sporcherà del fango che la pioggia di ieri ha lasciato in abbondanza.