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Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana da anni agli arresti domiciliari è tornata oggi in carcere.
Suu Kyi è stata tradotta oggi dalla sua villa di Rangoon al carcere di Insein, a nord della città. Il suo processo inizierà lunedì prossimo.
La Premio Nobel per la Pace rischia almeno cinque anni di reclusione per violazione degli arresti domiciliari dopo l'intrusione di un presunto attivista statunitense nella sua casa alcuni giorni fa. John William era arrivato a casa della leader politica a nuoto e le aveva fatto visita. L'avvocato di Suu Kyi ha definito a William come "un imbecille" responsabile del nuovo arresto della leader dissidente.
Insieme a lei sono state incriminati anche due suoi collaboratori domestici.
Gli arresti domiciliari a cui Suu Kyi è sottoposta dal 2003 sarebbero scaduti il prossimo 27 maggio e il partito della leader, la Lega nazionale per la Democrazia, ha messo in relazione l'episodio con l'avvicinarsi delle elezioni del 2010, che la giunta militare birmana aveva promesso.