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I diritti delle donne. “Io non posso dare loro la nazionalità giordana perché le norme giuridiche non
lo permettono”, racconta Laila, “hanno quella palestinese, ma viviamo e lavoriamo
in Giordania, la nostra vita è qui. La situazione è bloccata al momento: i due
ragazzi non hanno passaporto giordano e possono solo ottenere un permesso di soggiorno
temporaneo, niente di più. Questo impedisce ai bambini di avere una vita normale.
Non possono frequentare una scuola o una università pubblica, e la stessa possibilità
di ereditare da me e mio marito non è diretta, ma è soggetta ad un procedimento
burocratico”. Una situazione bloccata, che identifica una discriminazione sessuale
in Giordania.
Senza diritti. Il novembre del 2004 sembrava il momento buono per risolvere la questione delle
famiglie come quella di Laila, perché il governo giordano arrivò a promettere
una sorta di nazionalità umanitaria per i figli di padre palestinese e madre giordana.
L’iter della legge si è poi bloccato di nuovo, nonostante la regina Rania, moglie
del re di Giordania Abdallah II, si batta da tempo per cancellare questa discriminazione.
“Sua Maestà la regina Rania si batte per il rispetto dei diritti delle donne in
generale e per casi come il mio in particolare”, racconta fiduciosa Laila, “alla
Conferenza del Summit delle donne arabe, la regina ha annunciato che presto anche
le donne giordane potranno ottenere in caso di matrimonio misto la nazionalità
per i propri figli. Purtroppo sono passati due anni…la legge giace ancora in Parlamento
in attesa di essere approvata e non ci sono novità per il momento. Sono state
proposte tre ipotesi diverse per questa legge e una di queste prevede la possibilità
per le donne giordane sposate con un uomo straniero di dare la cittadinanza della
Giordania ai propri figli, ma solo e soltanto se il marito non è palestinese.
Questo per motivi di opportunità politica. Spero che non vada a finire così”.
Il rischio quindi è quello di una beffa: dopo anni di attesa potrebbe arrivare
una legge che cancella una discriminazione della legge giordana nei confronti
delle donne, ma ne introdurrebbe una nuova nei confronti dei palestinesi. Mentre
la politica fa il suo corso, i bimbi di Laila crescono e, in attesa di ottenere
dei documenti, possono godere dell’amore dei loro genitori che si amano pur non
avendo lo stesso passaporto. Christian Elia