14/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Si dimette il leader dei Democratici. In un sistema politico non poi così diverso dall'Italia

scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

C'è un Partito democratico che si propone come un movimento innovativo, in un Paese dall'economio in declino e dove la politica è controllata da una classe dirigente vecchia; ma che non riesce ad andare al governo, anche a causa della sua masochistica predisposizione a darsi la zappa sui piedi. L'Italia? Anche, ma stiamo parlando del Giappone. Dove il leader dell'opposizione, a pochi mesi da elezioni che potrebbero portare a uno storico cambio di governo, si è appena dimesso in seguito a uno scandalo finanziario che ha invischiato il suo partito, fino a pochi mesi quasi certo di poter prevalere al voto.

Ichiro OzawaIchiro Ozawa, 66 anni, ha lasciato la guida dei Democratici a inizio settimana. Per quanto non coinvolto personalmente nello scandalo - nato dalla donazione elettorale di 35 milioni di yen (267 mila euro) da parte di una società di costruzioni - lo è un suo collaboratore: facendosi da parte, Ozawa ha detto di non voler danneggiare le chance che il partito ha di sconfiggere i Liberal-Democratici nelle elezioni che dovranno tenersi entro il prossimo ottobre. Negli ultimi due mesi, da quando il caso è diventato pubblico, la popolarità di Ozawa era scesa pesantemente. E' per questo che, secondo molti osservatori, il leader dei Democratici avrebbe dovuto togliersi di mezzo ben prima.

E dire che doveva essere l'anno dell'opposizione, pronti a scalzare i Liberal-Democratici dal potere che hanno avuto in mano negli ultimi 55 anni, a parte una parentesi di pochi mesi. Il consenso popolare verso la gigantesca macchina politico-burocratica conservatrice è ai minimi storici. Dal ritiro dalle scene politiche del premier Jonichiro Koizumi, una personalità diversa dal resto dell'ingessato panorama politico nipponico, si sono alternati tre primi ministri in meno di tre anni. Quello attuale, il 68enne Taro Aso, a marzo aveva un gradimento del 12 percento. Ora, grazie alla posizione ferma assunta nei confronti della Corea del Nord ma anche a causa dei guai dei rivali, è risalito fino al 29 percento. Lo scorso febbraio, il ministro dell'Economia Shoichi Nakagawa ha dovuto dimettersi dopo essersi presentato ubriaco a una conferenza stampa del G7 a Roma. Ma nonostante sempre più giapponesi siano insoddisfatti dello status quo, c'è la possibiltà che i Liberal-Democratici si confermino al potere, mettendo insieme una coalizione rabberciata ma sufficiente.

Taro AsoLe condizioni per un cambio al vertice ci sarebbero tutte. La seconda economia mondiale è preda della recessione più grave del dopoguerra, Aso è una macchina da gaffe a ripetizione e ha pure dimostrato di avere problemi con la lingua. I Democratici avevano basato la loro recente popolarità sulle promesse di buongoverno e trasparenza: per quanto le basi ideologiche non siano poi così diverse dai conservatori, potrebbero legittimamente proporsi come dei riformatori, aria fresca in un Paese sempre più anziano. Ma questa vicenda sembra dimostrare che non sono poi così diversi dai rivali: un partito di burocrati attempati, con i loro interessi da proteggere, e senza quella capacità di rinnovamento che millantano. Sabato eleggeranno il successore di Ozawa: sarà probabilmente il suo vice Katsuya Okada: 55 anni, considerato un giovane solo in Giappone. O in Italia.