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"Purtroppo, se state vedendo questo messaggio è perché io, Rodrigo Rosenberg Marzano, sono stato assassinato dal signor presidente Álvaro Colom, con l'aiuto di don Gustavo Alejos (segretario privato della Presidenza), e del signor Gregorio Valdez (imprenditore legato al governo)".
L'accusa. Queste le parole che danno inizio a un video girato dall'avvocato ucciso domenica da sconosciuti che lo hanno crivellato di colpi in pieno centro a Città del Guatemala. Un altro morto, un'altra vittima, l'ennesima, di un sistema di potere parallelo e occulto che tutto controlla in Guatemala, al di là della giustizia e delle legge. Pubblicato da Prensa Libre e da El Periódico, il filmato, disponibile su You Tube, ha commosso il paese. "La ragione per la quale sono morto è che fino all'ultimo sono stato l'avvocato dell'imprenditore Khalil Mussa e di sua figlia Marjorie Mussa", entrambi uccisi lo scorso 14 aprile, perché si sono rifiutati di coprire "gli affari illegali e milionari che si orchestrano ogni giorno nel Banrural (Banca dello sviluppo rurale a capitale misto) e che "va dal lavaggio di denaro sporco alla deviazione di fondi pubblici verso programmi inesistenti facenti capo alla signora Sandra de Colom, passando dal finanziamento di cartiere utilizzate dal narcotraffico". L'avvocato, 47enne, alla fine rivolge un appello al vicepresidente Rafael Espada, affinché sia "il primo a capeggiare un movimento per recuperare la nostra Guatemala, e far sì che si rispetti la legge con l'aiuto di tutto i guatemaltechi buoni che lo appoggiano senza riserve". Il governo, dal canto suo, non ha che smentito ogni coinvolgimento, impegnandosi a far luce su mandanti ed esecutori del crimine.
Parole chiave: colom, guatemala, corruzione, Rodrigo Rosenberg Marzano