12/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Maroni e la deriva xenofoba. D'Alema ricorda con vanto la fine degli anni 90, quelli della strage del venerdì santo nel canale d'Otranto


"Non è mica vero che i respingimenti li ha inventati Maroni. Gia stato fatto, ed è stato fatto bene, senza le proteste dell'Onu e della Chiesa". Massimo D'Alema interviene così sulla linea dura del governo contro gli immigrati, a margine della cerimonia per il 60/mo anniversario della Nato in corso al Senato. Lo scrive l'Unità on line che prosegue con un'altra citazione così dell'ex presidente del Consiglio: "il canale d'Otranto sembrava il canale di Sicilia". "Quando siamo stati al governo - ha sottolineato D'Alema -specificamente il governo Prodi e il mio, abbiamo risolto il problema dell'immigrazione clandestina dall'Albania. Lo abbiamo risolto - ha spiegato - nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Lo abbiamo risolto con un accordo di riammissione dell'Albania, riconoscendo le persone, distinguendo coloro che avevano diritto d'asilo e respingendo quelli che non l'avevano".

Nel 1997 proprio nel Canale d'Otranto si consumava la strage del venerdì santo: l'imbarcazione Kader I Radesh, partita da Valona, veniva speronata dalla nave militare italiana Sibilla. Una manovra sbagliata, la grande stazza del natante militare che colpiva il barcone, l'affondamento, 108 morti affogati, rimasti intrappolati sottocoperta, 84 superstiti portati a Brindisi e rinchiusi nella ex caserma Carafa. In quei giorni chi scrive riuscì a radiotrasmettere le prime interviste di quei superstiti che avvalorarono la tesi dello speronamento, raccontarono ancora scossi e commossi la tragedia di chi non era riuscito a sopravvivere.

In quei giorni migliaia di albanesi venivano soccorsi in mare e poi stipati in centri improvvisati, a volte sotto lamiere che rendevano i locali soffocanti. Il blocco navale deciso dal governo era una barriera insormontabile, il mare grosso faceva il resto.

Il problema degli sbarchi, dell'immigrazione massiccia di quegli anni, è quella che si vive oggi. Come nel Canale di Sicilia. Su questo ha ragione massimo D'Alema. Ma anche chi oggi attacca, anche a ragione, la linea del governo che si appoggia sull'intransigenza leghista arrivando a negare la realtà di una società multietnica, non tiene in conto di un dibattito nazionale irrisolto. Quello sui fenomeni migratori e su come fronteggiarli. Il ministro degli interni di quel 1997, se la memoria non inganna, si chiamava Giorgio Napolitano, stesso nome che torna sulla legge che istituisce i Cpt (legge Turco-Napolitano).
Una soluzione facile, che si coniughi con il rispetto delle leggi nazionali e internazionali, non esiste. Ma il dibattito su cosa sia una poitica dell'immigrazione, in un Paese con migliaia di chilometri di coste, una penisola appunto, non è stato mai all'altezza del momento storico. Per non parlare delle direttive europee e delle iniziative che hanno portato al Frontex e alle barriere a difesa della 'fortezza Europa'. Non c'è un vanto nel ricordare la fine degtli anni 90. Nonostante il becero agire della destra culturale e xenofoba di oggi, anche chi ha rispettato nobili natali nella propria educazione alla politica, oggi dovrebbe tenerlo a mente.

Angelo Miotto

Luogo: Italia