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La vita di Morgan Tsvangirai, capo del partito Movimento per il
cambiamento democratico (Mdc) e principale rivale politico del
Presidente, Robert Mugabe, è appesa alla sottile pellicola di una
videocassetta.
Dal canto suo, Tsvangirai ha più volte affermato che a parlare di
omicidio non era stato lui, ma Menashe. “L’atmosfera era tesa, così
come il nostro colloquio. Menashe stava cercando di spingermi ad
accettare il suo piano. Mi sono subito reso conto che qualcosa non
andava”, ha dichiarato Tsvangirai al giudice Paddington Garwe.
Inutile dire che il processo al leader dell’Mdc desta qualche sospetto.
Tsvangirai fu accusato di complotto e arrestato solo due settimane
prima delle elezioni presidenziali del 2002. Elezioni che avrebbe
potuto vincere scalzando Mugabe. Fu quest’ultimo a ottenere la
maggioranza, seppur per pochi voti e soprattutto dopo presunte minacce
e intimidazioni, come molti osservatori hanno sostenuto.