30/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Continuano le indagini sul presunto complotto per eliminare Mugabe
Morgan TsvangiraiLa vita di Morgan Tsvangirai, capo del partito Movimento per il cambiamento democratico (Mdc) e principale rivale politico del Presidente, Robert Mugabe, è appesa alla sottile pellicola di una videocassetta.

L’esponente di punta dell’opposizione, che più di una volta ha rivolto pesanti accuse contro Mugabe, è sotto processo per alcune affermazioni confidenziali che secondo l’accusa sarebbero state fatte nel dicembre 2001 durante un viaggio in Canada al consulente politico Ari Ben Menashe, ex agente dei servizi segreti israeliani.
Durante il colloquio, registrato a sua insaputa, Tsvangirai avrebbe rivelato a Menashe di avere un piano per eliminare il Presidente mascherando il delitto per farlo sembrare un incidente. L’uomo ora rischia la pena capitale.

L’audio della cassetta incriminata, che i giornalisti dell’autorevole quotidiano sudafricano Mail&Guardian definiscono metallico e incomprensibile è la prova che i magistrati stanno analizzando con l'intento di capire se il nemico numero uno del Presidente stesse effettivamente complottando per eliminarlo a pochi mesi dalle nuove elezioni.

Robert Mugabe Dal canto suo, Tsvangirai ha più volte affermato che a parlare di omicidio non era stato lui, ma Menashe. “L’atmosfera era tesa, così come il nostro colloquio. Menashe stava cercando di spingermi ad accettare il suo piano. Mi sono subito reso conto che qualcosa non andava”, ha dichiarato Tsvangirai al giudice Paddington Garwe.

Secondo l’imputato, Menashe avrebbe parlato di estromissione di Mugabe dalla scena politica dello Zimbabwe attraverso una sconfitta elettorale o una qualche manovra politica. Poi, la discussione si sarebbe gradualmente spostata sull’eliminazione fisica del presidente attraverso un cospirazione.
Interrogato dal giudice, Tsvangirai ha ammesso di aver considerato la proposta, ma di averla subito esclusa.

Ari Ben Menashe Inutile dire che il processo al leader dell’Mdc desta qualche sospetto. Tsvangirai fu accusato di complotto e arrestato solo due settimane prima delle elezioni presidenziali del 2002. Elezioni che avrebbe potuto vincere scalzando Mugabe. Fu quest’ultimo a ottenere la maggioranza, seppur per pochi voti e soprattutto dopo presunte minacce e intimidazioni, come molti osservatori hanno sostenuto.

Inoltre, il video che secondo l’accusa inchioderebbe Tsvangirai al ruolo di cospiratore, sarebbe stato girato dallo stesso Menashe, che nel 1990 era stato prosciolto da una giuria federale degli Stati Uniti durante un processo nel quale era imputato per traffico illegale di armi statunitensi all’Iran. L’ex spia è ora uno dei protagonisti del commercio petrolifero nello Zimbabwe e uomo chiave per chiunque voglia vendere oro nero al Paese africano.
 
Pablo Trincia
 
Categoria: Politica
Luogo: Zimbabwe