07/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La commissione tecnica accusa l'esercito israeliano di aver colpito deliberatamente obiettivi civili noti

''Un rapporto fazioso''. Così il presidente israeliano Shimon Peres ha liquidato il documento finale della commissione tecnica nominata dal Consiglio per i Diritti Umani delle nazioni Unite con sede a Ginevra per indagare sulla distruzione di edifici e strutture dell'Onu nella Striscia di Gaza avvenute durante l'operazione militare Piombo Fuso, che l'esercito d'Israele ha condotto dal 27 dicembre al 18 gennaio scorso.

La commissione, composta da quattro tecnici e guidata dal giudice sudafricano Richard Gladstone, ha riconosciuto Israele colpevole in sei casi dei nove presi in esame. Il rapporto, del quale molte parti non sono state rese note perché classificate come 'confidenziali' dall'Onu, ritiene che ''l'esercito israeliano abbia deliberatamente, in alcuni casi, colpito obiettivi civili noti nella Striscia di Gaza. In altri casi è colpevole di negligenza e in altri ancora è colpevole di non aver preso tutte le misure necessarie alla protezione di strutture ed edifici che sono stati distrutti e nei quali hanno perso la vita molti civili''.
Dopo la levata di scudi dello stato israeliano, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon si è affrettato a dichiarare che nessuna conseguenza 'legale' è prevista per il rapporto della commissione. Resta quello morale.

 

scarica il pdf in inglese del rapporto Gladstone