07/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

Terminator non è d'accordo, però dice: parliamone. Con una dichiarazione a sorpresa, il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha aperto all'ipotesi di legalizzare la marijuana per uso personale, applicando alla droga leggera le stesse norme che ora regolano il consumo di alcool. Anche perché, forse, qualcuno ha già calcolato quanto una mossa del genere farebbe guadagnare alle malandate casse statali.

Le parole di Schwarzenegger sono arrivate subito dopo la proposta di legge presentata da un deputato democratico di San Francisco, Tom Ammiano, che permetterebbe a tutti i maggiori di 21 anni di coltivare, comprare, vendere o fumare cannabis. Sarebbe una novità rivoluzionaria, negli Usa: in tredici Stati, tra cui proprio la California, l'uso di marijuana a scopo terapeutico è già consentito, e nelle ultime settimane altri tre Stati hanno avanzato proposte simili. Ma l'idea di liberalizzare il consumo di droga, per quanto leggera, era sempre rimasto un tabù.

Spiegando di essere comunque contrario, Schwarzenegger ha almeno rimosso i paletti alla discussione: "Credo che sia arrivato il momento giusto per prendere in esame questa ipotesi nell'ambito delle idee per ottenere entrate extra", ha detto il governatore. Non è una novità che l'erario della California sia sull'orlo della bancarotta, e un ente statale ha già stimato in 1,3 miliardi di dollari i benefici finanziari nel caso venisse approvata la proposta di Ammiano, che prevede una tassa di 50 dollari all'oncia (28,3 grammi) sulle vendite di marijuana.

I californiani, almeno secondo i sondaggi, sono in maggioranza d'accordo. Una ricerca pubblicata la settimana scorsa ha rivelato che il 56 percendo degli abitanti dello Stato è favorevole alla liberalizzazione della marijuana, contro il 46 percento dei "sì" per un uso personale negli Usa. Ma per quanto gli americani in generale rimangano contrari, il risultato di questo secondo sondaggio conferma come il dibattito stia prendendo piede: dieci anni fa solo un quarto della popolazione si diceva favorevole alla liberalizzazione.

Dopo anni di sostanziale equiparazione tra droghe pesanti e leggere anche da parte dell'amministrazione federale, anche a Washington il vento sembra poter cambiare. La politica tenuta finora non ha portato a una riduzione del consumo di stupefacenti negli Usa, anzi. E il nuovo segretario della Giustizia, Eric Holder, si è già detto disposto a prendere una "posizione più morbida" nei confronti di chi distribuisce marijuana in piccole quantità, preferendo concentrare gli sforzi delle autorità nella lotta ai grandi traffici gestiti dalla criminalità.

Le voci favorevoli alla liberalizzazione iniziano ad arrivare anche da ambienti non esattamente di sinistra: qualche settimana fa, l'Economist ha dedicato al tema la sua copertina. Visto il fallimento delle politiche repressive, argomentava il giornale, è giusto cambiare approccio. Se poi porta anche denaro a casse statali in crisi per la recessione, la tentazione aumenta. E visto che la California ha fama di essere pioniere in tema di esperimenti sociali, è probabile che il dibattito sarà seguito con attenzione anche nel resto del mondo.