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Presidente da appena un giorno, ma già con una grana da risolvere. Non comincia nel migliore del modi l'era di Jacob Zuma in Sudafrica, che in vista della sua cerimonia di investitura, prevista per sabato prossimo a Pretoria, deve fare i conti con un ospite molto scomodo. Il governo sudafricano ha infatti esteso l'invito per la cerimonia anche al presidente sudanese Hassan Omar al Bashir, inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale dell'Aja per crimini di guera e contro l'umanità commessi nella guerra in Darfur.
Che fare? Per il governo sudafricano, che ha confermato l'invito al presidente sudanese, non è un problema semplice da risolvere. Ieri, una fonte anonima della presidenza sudafricana si augurava che Bashir non venga, perché in quel caso il governo sarebbe costretto ad arrestarlo e a spedirlo all'Aja. Se da una parte il Sudafrica non vuole infatti venire meno agli obblighi derivanti dal Trattato di Roma, che istituì la Corte Penale Internazionale, dall'altra deve guardarsi dal guastare i rapporti con gli altri membri dell'Unione Africana, che ha accolto piuttosto tiepidamente il mandato di arresto contro il presidente sudanese. Senza contare l'aperta solidarietà data a Bashir dai membri della Lega Araba.
La soluzione migliore sembra quindi quella di una non partecipazione di Bashir, come diceva ieri il portavoce governativo Themba Maseko, che ha definito l'eventuale arrivo del presidente sudanese come un evento "non auspicabile". Altre fonti del governo hanno mandato segnali ancora più espliciti verso Khartoum, sottolineando come l'arresto di Bashir potrebbe rovinare le relazioni tra i due Paesi e come per questo Pretoria non voglia percorrere questa strada, se non ovviamente costretta dagli eventi. Non bisogna dimenticare inoltre che l'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki è stato nominato dall'Unione Africana come mediatore per tentare di ottenere uno stralcio della posizione di Bashir all'Aja, o almeno una sospensione del mandato di cattura per un anno.
Difficilmente, alla luce degli ultimi eventi, Bashir si sobbarcherà il rischio di salire su un aereo e atterrare in Sudafrica, da dove non ha alcuna garanzia di uscire da uomo libero come accaduto invece negli ultimi meeting della Lega Araba. Già delusi dalla mancata presenza di Barack Obama alla cerimonia, gli esponenti della nuova amministrazione sudafricana non si danneranno certo l'anima per la probabile assenza di uno degli ospiti più scomodi del momento. Finora, il governo sudanese non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale sulla vicenda. Proprio per questo a Pretoria, dove sono già rimasti scottati per la vicenda Dalai Lama di qualche mese fa, si tratterrà il fiato ancora per un po'.
Matteo Fagotto