07/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Chi è Carlos Fernando Chamorro, il giornalista che attacca il presidente del Nicaragua con tanta veemenza e sicurezza?

Sul giornale di famiglia, La Prensa nicaraguense, edito e diretto da suo padre negli anni dell'opposizione democratica alla dittatura di Somoza, poi diventato voce critica della rivoluzione sandinista e dei suoi lideres, è riportata oggi la dichiarazione che Carlos Fernando Chamorro, fratello dell'attuale direttore del quotidiano, ha rilasciato dalla Spagna sul presidente del Nicaragua, Daniel Ortega: "Si allontana sempre di più dall'essenza del sandinismo e usa la sua retorica per instaurare un regime autoritario". Frase specchio della realtà o critica senza fondamento?

carlos fernando chamorroLa storia dei Chamorro è la storia del Nicaragua. Per calibrare una simile dichiarazione occorre ricostruire chi è Carlos Fernando Chamorro. Chiamato a Barcellona per ricevere il premio Casa América Cataluña a la Libertad de Expresión, si tratta di uno dei pochi "giornalisti indipendenti del Nicaragua, un paese in cui il giornalismo indipendente è visto come un pericolo da chi detiene il potere". È così che viene definito dal New York Times, dove lo scorso marzo è apparso un lungo reportage di Tina Rosenberg proprio sulle tante storie di Carlos Fernando Chamorro. Figlio di Pedro Joaquin, deus ex machina de La Prensa - uomo integerrimo e rispettato tanto da essere assassinato nel 1978 perché scomodo - e di Violeta Barrios Torres - sandinista della prima ora poi disillusa e passata all'opposizione, dai banchi della quale nel 1990 è stata eletta presidente della repubblica - Carlos Fernando, 53 anni, ha una storia fatta di scelte forti e coraggiose, al di là di ogni condizionamento familiare. Dopo gli studi universitari negli Stati Uniti, sceglie di tornare in patria e abbracciare la rivoluzione sandinista entrando nella guerriglia. L'omicidio del padre, però, lo segna a tal punto da scegliere di combattere Somoza scrivendo, usando quell'arma tanto decantata dai suoi genitori, da un padre per il quale stravedeva. Entra, dunque ne La Prensa e ne diviene reporter, editorialista e colonnista.
Poi arriva il 19 luglio 1979: Managua viene conquistata dai sandinisti e la famiglia Chamorro politicamente si spacca. La madre e il fratello omonimo del padre, Pedro Joaquin, scelgono di combattere il sandinismo, Violeta dalle pagine del giornale del marito, suo figlio entrando nei Contras. Lo zio e fratello del padre, Xavier, fonda, invece, un giornale pro-sandinista, El Nuevo Diario; la sorella Claudia diventa ambasciatrice in Costa Rica del governo sandinista e a Carlos Fernando viene dato il compito di dirigere l'organo di stampa ufficiale dei sandinisti al potere: Barricada.
Tutta la stampa del Nicaragua è e resterà legata ai Chamorro, una famiglia talmente sfaccettata da essere specchio delle divisioni interne del paese in quegli anni come oggi. "Politicamente divisa, ma sentimentalmente unitissima", ci tiene a precisare Violeta Barrios de Chamorro.

violeta chamorroFedele all'Fsln. Ma per capire meglio Carlos Fernando occorre analizzare cosa fece quando la madre si candidò alla presidenza, battendo a sorpresa i sandinisti: "Votai per Ortega, chiaro!", precisa, sorridendo, alla giornalista del NyTimes. Resta fedele al sandinismo, certo, ma quegli anni di governo Chamorro cambiano qualcosa nella sua vita professionale. Il suo giornale, Barricada, ormai organo di un partito di minoranza, inizia a non ricevere più un centesimo dallo Stato e, ironia della sorte, è costretto a diventare un vero giornale. "Cominciammo a essere dei veri giornalisti, non più persone che difendevamo un progetto politico. Iniziammo a sentirci liberi". Quindi spiega: "La guerra (contro i contras ndr) impediva ogni dibattito profondo. Avevamo un senso di lealtà alla rivoluzione, di auto-protezione. E praticavamo l'autocensura. Se scoprivamo prove di corruzione, il mio istinto era di indire un investigazione interna senza pubblicarlo. Non c'era contraddizione tra i miei ideali e la censura, perché il nostro fine era il cambiamento sociale non la democrazia. Il Nicaragua non aveva una cultura democratica. Quando al potere salì mia madre, dovemmo diventare un giornale che vendeva copie o avremmo dovuto chiudere". E' allora, quindi, che Barricada inizia a investigare seriamente e a pubblicare anche storie che vedono implicati esponenti del Fsln, la cui ala più ortodossa reagisce in malo modo. Risultato: il partito si riprende il controllo del giornale e Chamorro viene estromesso per sempre. E' il 1994. Barricada viene definitivamente chiuso nel 1998. Gli altri due giornali, Nuevo Diario e La Prensa, pubblicano tutt'oggi.

Daniel ortega, presidente del NicaraguaA sinistra, ma non 'danielista'. Donna Violeta rimane al potere fino al 1997, seguita da due governi conservatori e poi dalla rielezione di Daniel Ortega. Nel frattempo Carlos Fernando Chamorro è diventato un giornalista indipendente, rispettato anche all'estero. Dirige Esta Semana, Confidential, uno show personale dal titolo Esta Noche e Cinco, Centro per la ricerca sulla comunicazione, e quando in ottobre Cinco ha subìto un blitz da parte delle forze governative, ha ricevuto attestati di stima persino da persone come Eduardo Galeano, rappresentative del pensiero di sinistra latinoamericano.
Non è infatti la prima volta che Carlos Fernando Chamorro attacca Ortega o il suo entourage, implicati in casi dubbi e molto complessi, e non per questo è considerato un traditore della causa, uno che ha rinnegato i suoi ideali. Anzi, è molto ben considerato e ascoltato.
Quindi, quando il giornalista ribadisce che Ortega ha adottato una "visione messianica del potere", nonostante sia stato eletto da una minoranza dei nicaraguesi, molta gente lo ascolta e ci riflette. E Ortega si agita.
"Si considera come qualcuno predestinato per portare il cambiamento - rincara la dose l'ex guerrigliero - al di là delle istituzioni e della legge. In poche parole questo si chiama autoritarismo". Secondo Carlos Fernando, Ortega userebbe una maniera molto subdola per controllare la società civile, l'informazione, la giustizia: "Ortega attacca la libertà di stampa con mezzi subdoli: intimidazione, processi, pressioni economiche, fino all'aggressione fisica. La stampa sta comunque resistendo". Parola di un uomo che dice di considerare il giornalismo una bandiera di lotta sociale e che precisa che mai più sarà disposto ad autocensurarsi per difendere un progetto politico, specialmente se questo progetto non ha più niente del sandinismo, ma è "diventato solo e soltanto un danielismo". Attacchi senza remore, Chamorro contro Ortega. A cui succederà Ortega contro Chamorro. Sembra impossibile, ma da oltre 50 anni il destino di un intero paese gira intorno a due famiglie soltanto. Il Nicaragua ha bisogno di nomi nuovi e nuove idee.

Stella Spinelli

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