30/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Alla ricerca di un mediatore per la soluzione della disputa territoriale
Recep Tayyip Erdogan con Kofi AnnanTayyip Erdogan, primo ministro turco, ha esortato Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite a scegliere un mediatore che sia ben visto sia da Ankara sia da Atene per poter rilanciare i negoziati relativi alla soluzione della disputa territoriale su Cipro.

Lo stesso Erdogan, dopo un incontro con Annan a Davos in Svizzera, ha fatto sapere che "La Turchia farà quanto possibile perchè il processo di riunificazione si concluda prima del 1° maggio 2004".

Correva l'anno 1974 e nella notte tra il 19 e il 20 luglio la quiete dell’isola di Cipro è sconvolta dal forte rombo dei motori degli aerei dell’esercito turco. Erano i corpi speciali, gli incursori che il governo di Ankara aveva deciso di paracadutare sulla Repubblica di Cipro.

L’attacco è, per la Turchia, una mossa di legittima difesa preventiva , per cercare di tutelare e aiutare la minoranza turca che abitava l’isola. Cipro era popolata in gran parte da cittadini di origine greca e, praticamente, gravitava nella sfera politica di Atene. Attraverso un partito locale filo-ellenico, guidato da Nicos Sampson, il governo greco dell’epoca tentò un colpo di stato ai danni del governo cipriota liberamente eletto e presieduto da mons. Makarios. Il golpe fallì, ma la Turchia agì lo stesso ritenendo che la minoranza turca dell’isola fosse in pericolo.

Il primo ministro turco oggi esclude l'ipotesi, suggerita da Annan, di un referendum nel quale i turco ciprioti e i greco ciprioti possano esprimersi sul piano di pace Onu, che prevede la costituzione di uno Stato comune e di due Stati membri, uno greco e uno turco, a statuto uguale, a cui spetterebbero tutti i poteri che la costituzione non delega espressamente allo Stato comune. Il piano di pace e' già stato accettato dalle parti come base del negoziato.

Fonti vicine al primo ministro turco Erdogan fanno sapere che Kofi Annan ha accolto con favore la proposta di nominare un mediatore, mentre le posizioni del ministro degli esteri greco, George Papandreou, smorzano l’ottimismo delle dichiarazioni turche precisando che le trattative potrebbero anche durare per tutto il 2004. La questione però diventa molto delicata per l’Unione Europea.

Se per qualsiasi ragione non si giungerà ad una soluzione del problema prima che la parte greca di Cipro entri a far parte dell'Ue, il governo di Ankara si ritroverebbe, con più di trentamila soldati di base a Cipro, ad essere considerata come forza occupante di un territorio facente parte dell’Ue. Fiducioso è il presidente della commissione europea Romano Prodi, che ha dichiarato che un accordo sullo status di Cipro è possibile entro il 1° maggio, data in cui Cipro e altri quindici paesi entreranno a far parte dell’Unione Europea.

Alessandro Grandi
 
Categoria: Pace, Politica
Luogo: Cipro