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scritto per noi da
Michaela De Marco
"Non più solo gli uccelli, ma anche i maiali (...) Appena vedi un maschio o una femmina di maiale, comincia a scappare! (...) Abbiamo chiuso fattorie e ucciso molti uccelli, c'è bisogno di un decreto del governo per abbattere i maiali. Perché i maiali continuano a vivere, mentre la gente viene sacrificata?".
Così "ulula" Shaaban Abd al-Rahim, famoso cantante egiziano, che già in passato ha suscitato controversie e polemiche cantando l'odio contro Israele, l'undici settembre, il dolore iracheno. Lo si vedeva in continuazione l'anno scorso: le televisioni egiziane trasmettevano a ciclo continuo il suo volto e le sue raccomandazioni per contrastare il fenomeno dell'influenza aviaria. Una sfida interessante la sua: comunicare la prevenzione in un Paese dove le persone si rivolgono a un medico solo in casi di estrema necessità. Quello che incuriosisce è che a farlo sia un noto cantante, piuttosto che un medico probabilmente più ferrato sull'argomento, ma in Egitto, quando imam e cantanti aprono bocca, il silenzio tombale si crea per dar spazio alle vibrazioni della loro voce.
Il testo della canzone è del compositore Islam Khalil, che intervistato dal quotidiano egiziano indipendente El-Masr el Youm, parla della sua illuminazione artistica stimolata da una notizia del telegiornale.
In Egitto la febbre suina ha fatto scattare l'immediato ordine di abbattimento: i 250 mila maiali egiziani dovranno salutare per sempre la terra dei faraoni. Questo avrà ripercussioni pesanti sulle entrate degli allevatori, risarciti solo a metà, stando a quel che dicono ai giornalisti.
L'Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta alla fame nel mondo (Fao) ha contestato la scelta del parlamento egiziano di abbattere tutti i maiali entro la fine del mese: in fondo non è ancora stato provato che gli animali possano trasmettere il virus agli esseri umani. Il ministro della Salute egiziano Hatem El Gabali ha risposto che la decisione è stata frutto delle pressioni esercitate da un gruppo parlamentare. Una questione d'igiene s'è così trasformata in un caso politico: i cristiani sono gli unici ad allevare il maiale, vietato dal Corano.
Ieri sera, i cristiani copti di Manshiet Nasser, enorme quartiere popolare sotto le colline del Moqattam, si sono scontrati con la polizia per difendere i maiali dall'abbattimento. Hanno dato fuoco a cumuli di immondizia per bloccare le strade e i vicoli e attaccato con sassi e bottiglie le forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Questi, a loro volta, hanno risposto con proiettili di gomma e gas lacrimogeni, totalizzando almeno 11 feriti e arrestando 15 persone. Le tensioni tra comunità musulmana e comunità copta in Egitto sono di vecchia data, e ancora oggi i cristiani, che rappresentano circa il 10 percento della popolazione, denunciano forti discriminazioni a livello sociale, economico e politico. Le due comunità si parlano poco, convivono ma restano nettamente separate. Questo episodio rischia di scatenare nuovi scontri inter-religiosi nella grande capitale egiziana. I cristiani copti, infatti, considerano la febbre suina un "pretesto" contro la loro comunità e l'abbattimento un vero e proprio "attacco" alla loro economia.
Parole chiave: febbre suina, Shaaban Abd al-Rahim, copti