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Ventitre case bruciate e un indigeno arrestato a San Cristobal de Las
Casas , nel cuore del Chiapas . A denunciarlo è il Centro per i Diritti
Umani Fray Bartolomé . La comunità che ha subito il sopruso è quella di
Nuevo San Rafael, nella riserva indios della Biosfera dei Montes
Azules, base di appoggio per l’esercito Zapatista di Liberazione
Nazionale (Ezln).
“Hanno arrestato Josué Jiménez Cruz – raccontano gli indigeni choles
che, profughi da El Calvario a nord del Chiapas, da due anni occupano
queste terre – e lo hanno portato nel carcere di Ocosingo. Poi è stato
appiccato il fuoco alle nostre case”. Questa gente teme fortemente che
i militari li costringano a sgomberare la zona e si sono, quindi, mossi
per chiedere l’intervento del Centro per i Diritti umani al fine di
documentare i fatti e denunciare questo atto di forza in tutta la
regione. Ma l’area è stata isolata. La Procura federale della
Protezione dell’Ambiente ha deciso di chiudere il transito sul fiume
Lacantun ai barcaioli della comunità de Ixcan, isolando di fatto Nuevo
San Rafael. Quaranta esponenti delle forze dell’ordine continuano a
presidiare la zona e non è possibile capire in che condizioni siano
adesso gli abitanti della comunità.
“Condanniamo fermamente sia l’isolamento forzato della comunità sia il
divieto del libero passaggio nella zona di Montes Azules – ha affermato
il Centro presieduto dal vescovo emerito Samuel Ruiz García -. Alcuni
dei nostri sono partiti verso San Rafael, ma si sono dovuti fermare.
Adesso è impossibile attraversare il fiume. Temiamo per gli indios e si
presume che siano già fuggiti. E’ estremamente grave che le autorità
federali tengano isolata questa comunità, violando le garanzie
costituzionali del libero transito e della libera comunicazione”.