02/05/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Era stata giudicata colpevole di un omicidio commesso da minorenne. Il rinvio della sua esecuzione non è stato rispettato

La notte di venerdì 1 maggio, a sorpresa, le autorità iraniane hanno deciso di eseguire la condanna a morte della giovane Delara Derabi, impiccata nel carcere di Rasht, nel nord dell'Iran.

A mettere personalmente la corda intorno al collo di Delara, secondo il quotidiano Etemad, è stato un figlio della donna per la cui uccisione la pittrice è stata condannata, nonostante avesse solo 17 anni all'epoca dei fatti. La famiglia della giovane pittrice aveva accettato le condizioni poste dalla famiglia della vittima per concedere il perdono che le avrebbe salvato la vita: dichiararsi colpevole e cambiare avvocato. Il capo dell'apparato giudiziario iraniano, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva annunciato il 19 aprile scorso un rinvio di due mesi dell'impiccagione. La ragazza è stata messa a morte senza che nemmeno il suo avvocato venisse informato, come invece vorrebbe la legge.
Lo stesso avvocato ha reso noto che alla giovane pittrice è stata concessa solo una telefonata ai genitori prima di essere uccisa.

Categoria: Diritti, Donne
Luogo: Iran