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Il virus dell'influenza suina che tanto sta preoccupando Messico, Usa e tutto il Centro America è arrivato anche in Europa.
Alcuni casi sono stati già sottoposti a specifiche cure in Scozia dove un paio di persone sono tutt'ora sottoposte a cure con antivirali.
C'è paura fra la popolazione che questo virus possa in breve tempo trasformarsi in qualcosa di diffuso e davvero pericoloso per l'uomo.
In sostanza, però, bisogna dire che la febbre suina è solo un virus nuovo per l'uomo. Facendo un esempio possiamo affermare che ogni anno il virus di un'influenza colpisce una parte ristretta della popolazione e in alcuni casi provoca la morte. L'altra parte non viene infettata solo perchè l'organismo ha sviluppato gli anticorpi necessari a difendere dal virus. Bene, questo nuovo virus che affligge il continente americano è totalmente nuovo per l'uomo quindi ha maggiori possibilità di infettare una grande fetta di popolazione. E di causare anche la morte in soggetti apparentementi sani. Stando alle notizie che giungono dalle istituzioni sanitarie mondiali, però, la febbre suina può essere controllata piuttosto facilmente.
Dal Messico, dove la febbre suina ha già causato oltre 150 morti, il ministro della Salute, Josè Angel Cordova, ha fatto sapere che le morti negli ultimi tre giorni sono diminuite. E nel frattempo i governi di Usa, Canada e Messico si sono accordati e terranno riunioni dettagliate per verificare lo sviluppo della situazione e "coordinare lo scambio di informazioni scientifiche.
Anche in Italia la preoccupazione è alta anche se dalle autorità arriva la notizia che il pericolo di contagio in Italia sia bassissimo. Il nostro Paese sembrerebbe lontano da questa possibilità. Sono molti, però, i turisti del nostro Paese che scelgono il Messico come meta delle loro vacanze. Il ministero della Sanità, a scopo cautelativo, ha attivato un numero di telefono (Il 1500) dove operatori sanitari rispondono ai cittadini e forniscono informazioni sul virus. "Da questa mattina abbiamo ricevuto circa 150 telefonate" racconta un operatore ai telefono con PeaceReporter. "Sono soprattutto donne. Diciamo che su 25 telefonate solo 4 sono uomini. Chiamano per farsi spiegare cosa è successo. Noi diamo tutte le informazioni che sono in nostro possesso. La maggioranza delle chiamate sono arrivate da persone che stanno per partire per quell'area. Molte altre telefonate sono giunte da persone che hanno parenti o amici che devono arrivare dal Messico nei prossimi giorni e chi chiedono come si riconosce la malattia. Il nostro compito è quello di informare" continua l'operatore del 1500.
Ma dal numero messo a disposizione dal ministero aggiungono: "Soprattutto consigliamo a chi telefona di non autocurarsi. E' vero: un paio di antivirali in commercio sono utili alla cura ma noi consigliamo in caso di dubbi o preoccupazioni di rivolgersi al proprio medico di base o eventualmente negli ospedali".
Alessandro Grandi