27/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Oltre 100 morti in Messico. Almeno sei casi scoperti in Spagna.

Scritto per noi da
Fabrizio Lorusso

Da ottobre 2008 a marzo 2009 sono morte d'influenza 30 persone in Messico. Solo nelle prime 3 settimane di aprile i morti accertati sono stati 81 ma in questi casi si tratta di un virus nuovo, quello dell'influenza suina che riguarderebbe almeno una ventina di questi decessi. Oggi sappiamo che i morti accertati sono oltre 100 e che almeno sei casi sono stati scoperti anche in Spagna.

L'amministrazione messicana ha dichiarato lo stato d'emergenza sanitaria ed è arrivata sabato pomeriggio la firma del presidente Felipe Calderon sul decreto urgente con tutte le misure di sicurezza approntate come, tra le altre, la sospensione totale degli manifestazioni pubbliche, l'aumento dei controlli a tutti i livelli (viaggiatori, locali, abitazioni) e la messa in quarantena dei soggetti "pericolosi".
Nella brulicante megalopoli messicana, coi suoi 20-25 milioni di abitanti stipati sull'altopiano centrale, le occasioni di contatto e contagio non mancano mai, a partire dall'affollata metropolitana fino alle decine di megaeventi negli stadi, nei centri commerciali e nelle piazze che si propongono quotidianamente e quindi la propagazione potrebbe risultare piuttosto facile.
L'incubazione dura dai tre ai sette giorni. Si stima che un'epidemia come quella scoppiata tra la fine di marzo e queste prime settimane di aprile in Messico possa circolare per il mondo in un periodo da 3 a 6 mesi.
Nel Distrito Federal, l'entità regionale che ricomprende la parte più grande di Città del Messico, i morti per l'influenza, non solo per quella "suina", sono saliti a 81 e i contagi superano il migliaio (esattamente 1.324 dal 13 aprile scorso, con un incremento del 30 percento al giorno, ma le cifre sono comunque provvisorie).

Tra i decessi attualmente solo venti sono sicuramente imputabili alla mutazione del virus derivato dai suini come conferma il ministro della Salute messicano, José Ángel Córdova Villalobos, sostenendo che "si stanno studiando ancora gli effetti di vaccini incrociati" che potrebbero proteggere da questo nuovo virus che ha ucciso in buona parte persone sane e relativamente poco vulnerabili tra i 5 e i 45 anni d'età. Esistono comunque nelle "riserve farmaceutiche messicane" degli efficaci antivirali come lo Zanamivir e l'Oseltamivir che sono efficaci se presi in tempo.
E' una variante che non conoscevamo, "è un virus nuovo non solo per gli umani, ma per il mondo" ha dichiarato lo scienziato Francis Plummer del laboratorio microbiologico dello Stato canadese. A tal proposito la presidentessa della Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), Margaret Chan, ha parlato di una "situazione molto grave che va sorvegliata da vicino".
Nonostante tutto, i decessi sono pochi, soprattutto in proporzione alla popolazione totale dell'area. Sono comunque abbastanza per liberare l'esercito per le strade e fargli distribuire migliaia di mascherine blu che, spesso usate nei giorni ad alto tasso d'inquinamento,in questi giorni sono di uso comune. Alcuni cittadini "beneficiari della distribuzione" di maschere protettive segnalano che i soldati non usano guanti di lattice per proteggersi e, a loro volta, evitare di sporcarsi le mani.

Chiuse le scuole e quasi tutti gli edifici pubblici fino al 6 maggio. Niente messe e celebrazioni religiose. Sconsigliati i grandi assembramenti e cancellati oltre 500 eventi "pop", concerti, partite e manifestazioni. L'ambiente è da vacanza considerata la riduzione drastica di tutte le attività, in particolare quelle legate alla scuola e al pubblico impiego. Anche se sono stati segnalati dei casi in 17 stati della federazione messicana e negli Stati Uniti, solo il Distrito Federal, lo stato di San Luis Potosì e lo stato del Messico (l'entità regionale che circonda Città del Messico e che costituisce una zona amministrativa distinta) hanno adottato misure d'emergenza.
Di sera le strade sono vuote e molti bar sono chiusi o hanno cambiato orario. Inoltre ad alcuni clienti viene praticata una breve visita otorinolaringoiatrica prima di entrare nei pochi locali aperti. La radio dell'IMER (Istituto Messicano della Radio) e il Canale 11 informano costantemente sulla situazione mentre le private TV Azteca e Televisa sono già state da più parti accusate di generare panico e allarmismo. Proprio la cultura del sospetto e della frode, in un Paese che si caratterizza da sempre per il machiavellismo e le macchinazioni occulte in tutti i campi della vita sociale e politica, fa dubitare molti cittadini messicani circa la portata reale dell'emergenza e le possibili trame nascoste.