23/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Onu offre al governo di Baghdad un pacchetto di consigli per risolvere la contesa sulla città petrolifera di Kirkuk

Oggi l'inviato delle Nazioni Unite a Baghdad, Staffan De Mistura, ha presentato al presidente iracheno Talabani e al premier Al Maliki un piano Onu per agevolare la soluzione della contesa sulla città petrolifera di Kirkuk, nel nord del Paese.

Kirkuk si trova ai confini della regione del Kurdistan iracheno ed è abitata in maggioranza da curdi, ma anche da arabi e turcomanni. La provincia di Kirkuk, sotto la quale giacciono immense riserve di petrolio non sfruttate, è contesa da decenni dai diversi gruppi che vi risiedono, un conflitto che ha rischiato di esplodere dopo la caduta di Saddam. Tra il 2003 e il 2006 la città è stata teatro di scontri e attentati, ma poi la situazione si è normalizzata quando il governo di Baghdad è riuscito a fare sedere attorno al tavolo del Consiglio Provinciale tutte le parti in causa. Lo scorso gennaio, per evitare l'esplosione di pericolose tensioni, il governo di Baghdad ha deciso di non tenere le elezioni amministrative nella provincia, il cui statuto resta appeso a un accordo politico che ancora non c'è, e a un futuro referendum che solo i curdi sembrano volere.

Il piano Onu è un progetto non vincolante, che suggerisce ai governanti di Baghdad e del Kurdistan iracheno quattro scenari per risolvere la contesa sulla città. Nel dettaglio, le proposte non sono state rese pubbliche. Si sa però che Kirkuk viene sempre considerata come un'unica e indivisibile provincia, e che potrebbe avere uno statuto speciale che riconosca il diritto di supervisione sia al governo centrale che a quello regionale curdo. La proposta Onu giunge proprio mentre gli Stati Uniti si preparano a ritirare le truppe dal Paese, truppe che nella provincia erano state raddoppiate dall'inizio del 2009. La scorsa settimana un attentato contro le installazioni petrolifere della città ha causato la morte di 11 agenti del ministero del Petrolio, mentre, lo scorso dicembre, un attentatore suicida aveva ucciso 55 persone in un ristorante della città.

Fonti delle Nazioni Unite riferiscono che le reazioni del presidente Talabani e del premier Al Maliki sono state “generalmente positive”. Se verrà applicato con successo - aggiungono - potrebbe diventare un modello per risolvere anche le altre contese territoriali, come quelle nelle provincie di Mosul e Dyala.

 

Naoki Tomasini

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