28/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Algeria e le riforme necessarie per guardare al futuro
Il Presidente della Repubblica algerina Abdel Aziz Bouteflika ha per la prima volta confermato le cifre del conflitto che ha tormentato il paese negli ultimi dieci anni.
 
Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento
Amnistia e riconciliazione. L’annuncio è giunto in occasione dell’inaugurazione di una centrale sindacale, è stato diffuso da radio e televisione pubbliche, ma non dal principale organo d’informazione del governo. Bouteflika, in carica dal ’99, aveva sempre tentato di ridimensionare l’entità della carneficina, fornendo cifre che si attestavano tra i 26 e i 100 mila morti e 20 miliardi di dollari di danni. Nel suo ultimo intervento ha invece confermato le cifre che le organizzazioni non governative e di tutela dei diritti umani, oltre all’opposizione, sostengono da anni: centocinquantamila vittime e trenta miliardi di danni. Nei piani del presidente algerino c’è l’ipotesi di un’amnistia generale che incontra però l’opposizione delle associazioni dei parenti delle vittime e degli scomparsi, che reclamano “verità e giustizia”. Per loro amnistia significa impunità, tanto per i terroristi islamici che per i servizi di sicurezza, responsabili della sparizione di almeno cinquemila persone.
 
Esercito AlgerinoBouteflika ritiene invece che l’amnistia sia indispensabile per ristabilire “concordia civile e riconciliazione nazionale”, ma ha dovuto frenare per cautela, sottolineando che il provvedimento dovrà essere legato ad un referendum, che non è in programma finché “le lacrime non saranno state asciugate e le piaghe rimarginate”. Bouteflika si è anche rivolto ai gruppi islamici ancora attivi dichiarando che “la società vendicherà le vittime”. Il GIA, il più radicale dei gruppi armati algerini è quasi neutralizzato, mentre pare ancora attivo il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) vicino ad al Qaeda. La formazione armata, infatti, solo tre giorni fa rivendicava sul proprio sito internet l’uccisione di dieci soldati in un’imboscata a Batna, quattrocento chilometri a sud di Algeri. Lo scorso 3 gennaio la stessa sorte era toccata anche ad altri 21 militari.
 
Abdel Aziz BouteflikaIl codice della discriminazione. L’Osservatorio sulla legalità intanto riporta che mercoledì il governo algerino ha deciso di modificare il discriminatorio Codice di Famiglia -varato nell’84 dal Fronte di liberazione Nazionale- che, secondo Amnesty International, "ha contribuito in maniera determinante alla violenza sulle donne e alla violazione dei loro diritti”.
Tra le novità più importanti c’è la scomparsa del vincolo di soggezione della donna al compimento del diciannovesimo anno di età: viene consentito alle donne di chiedere, entro certi vincoli, il divorzio e viene abolito il matrimonio per procura.
Le modifiche del decreto mirano ad abolire anche un’altra aberrazione della condizione sociale delle donne algerine, negando agli uomini il diritto di divorziare senza una ragione. Ancora un’importante novità è quella che rende più difficile la poligamia prevedendo l’autorizzazione di un giudice che ha il compito di verificare l’assenso delle mogli e la reale possibilità, da parte del richiedente, di mantenerle tutte. Bouteflika aveva promesso la riforma del codice di Famiglia sin dalla sua rielezione nell’aprile 2004, ma oltre ad essere stato impegnato maggiormente nel contrasto alla violenza islamica, non disponeva del necessario appoggio politico per spingere queste riforme in parlamento. Il primo febbraio 2005 Bouteflika è stato eletto all’unanimità presidente del Fronte di Liberazione Nazionale e sembra proprio che abbia deciso di spendere la sua nuova e più ampia legittimazione per affrontare i molti problemi irrisolti e spingere con più decisione il Paese sulla strada delle riforme e della riconciliazione.
 

Naoki Tomasini

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