23/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nello stato Usa dello Utah, da quasi un anno i dipendenti pubblici lavorano dieci ore al giorno, ma in compenso hanno il venerdì libero

scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

All'inizio, proprio nel momento in cui prezzo del petrolio era alle stelle, l'avevano pensato quasi solo come un modo di risparmiare energia. Ora, anche se qualcuno degli interessati storce la bocca, l'esperimento è stato promosso e ha prodotto risultati inattesi: come quello che, a parità di ore, gli impiegati producono di più. Sono gli effetti della settimana lavorativa da quattro giorni, a dieci ore al dì: da quasi un anno una prerogativa dello Utah, ma che potrebbe espandersi anche ad altri stati Usa. E non solo.

La scorsa estate, lo Stato dei mormoni è diventato il primo in America a imporre tale orario ai suoi circa 18mila dipendenti pubblici. Si fatica due ore in più al giorno, ma in compenso i fine settimana includono anche il venerdì. L'obiettivo principale della legge era quello di consumare meno energia per gli impianti di climatizzazione degli uffici, e paradossalmente è l'unico riuscito solo in parte: a poco meno di un anno dall'entrata in vigore del nuovo orario, i consumi si sono ridotti del 13 percento, meno del 20 percento previsto.

Ma i vantaggi sono spuntati in altri campi. Innanzitutto è calato l'inquinamento e il traffico nei centri abitati, perché al venerdì i cittadini usano di meno la macchina. Dal punto di vista del datore di lavoro, la novità ha portato inoltre il beneficio di aumentare la produttività. Dato che i dipendenti hanno comunque un giorno in più da sfruttare per sbrigare commissioni o semplicemente godersi il tempo libero, sono diminuite le richieste di permesso, così come le ore di straordinario. E nelle stesse dieci ore di lavoro, dicono le statistiche dello Utah, i lavoratori rendono di più.

Più sorprendente, forse, è che il "superturno" piaccia anche agli stessi lavoratori. Interpellati recentemente, il 70 percento dei diretti interessati si sono detti favorevoli al nuovo orario, in particolare perché consente di dedicare più tempo ai propri interessi e alla famiglia. Ma c'è anche chi trova insopportabile stare in ufficio per dieci ore: la fatica fisica e psicologica di quei centoventi minuti in più è superiore al piacere per un giorno di riposo supplementare.

Ci sono pro e contro, insomma. Il governatore Jon Hunstman dovrà valutarli entro l'estate, quando toccherà a lui decidere se rendere permanente l'esperimento iniziato l'anno scorso. Come fu per la settimana lavorativa francese di 35 ore, c'è da scommetterci, la decisione sarà seguita con attenzione non solo nello Utah.