22/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Olanda offre al Belgio celle da 'affittare' ai detenuti in eccesso. E l'Italia?

In Belgio ci sono troppi detenuti. In Olanda, invece, c'è ancora posto nelle carceri domestiche. Risultato: "L'Olanda ci ha fatto una proposta" - ha confermato sul quotidiano La Libre Belgique il ministro belga della giustizia Stefaan De Clerck, precisando: "Stiamo esaminando le infrastrutture per vedere cosa possiamo fare". La sovrappopolazione nelle carceri e un grave problema in numerosi paesi europei, ma l'Olanda è riuscito a superarlo privilegiando l'utilizzo del bracciale elettronico o pene alternative come il lavoro obbligatorio.

L'agenzia stampa che ci racconta il fatto precisa che "l'Aja può al momento mettere a disposizione circa 4mila celle: strutture nuovissime, ampie ed efficienti, anche con sorveglianza video individuale per detenuto. Tuttavia la soluzione non è di facile attuazione. Si tratta di superare ostacoli di ordine pratico ma soprattutto giuridico. Quanto al potenziale costo dell'operazione, al momento è tenuto ben segreto". Fino a qui la notizia pare solo curiosa. Ma scorrendo queste righe sull'esternalizzazione della detenzione, se pur in carceri-modello di un Paese vicino, viene alla mente il traffico, legale e certificato, di rifiuti che alcuni Paesi smaltiscono nelle discariche altrui. Il prezzo della 'singola o doppia' olandese è tenuto ben segreto, mentre il chilo di monnezza ha le sue quotazioni a seconda della natura tossico-nociva e della destinazione.Forse non è un caso che si possano accostare i due esempi: di rifiuti - si desume dalla diseducazione civica imperante - si tratta, in fondo. Senza il minimo scrupolo da parte di una civiltà giuridica e politica che non riesce mai a chiedersi perché le celle non bastino mai. A tal punto da arrivare a considerare la trasferta per i detenuti in sovrappiù. Peraltro, nell'articolo del quotidiano belga si trova un riferimento alla partecipazione del settore privato. Un business, in fondo.

Uno sguardo in Italia: i dati diffusi da Ristretti Orizzonti, fonte Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), dicono che la capienza regolamentare negli istituti di pena italiani al 5 aprile del 2009 era di 43.205 posti, a fronte di un'effettiva presenza di 61.244 fra detenute e detenuti (il limite di tolleranza massima è fissato in 63.651 presenze). Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, da sempre predica l'adozione di sistemi alternativi al carcere. Ma il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha presentato in Consiglio dei Ministri, già un anno fa, un progetto per costruire nuove carceri. Sempre meglio, è il pensiero del ministro, che concedere amnistie e indulti. L'altra via, quella delle misure alternative al carcere possibile e consigliata dai giurisperiti, non viene presa in considerazione. Ma i soldi non ci sono. A tal punto che lo stesso Alfano è riuscito a paventare una mossa in piena coerenza con la dottrina economica del governo di destra: "Faremo ricorso anche ai privati e al project financing, servendoci della Legge Obiettivo". Sempre che il fedelissimo ministro non abbia avuto il tempo di leggere l'articolo de La Libre Belgique. L'Olanda è avvisata.

Angelo Miotto

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