21/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'azienda trasporti milanese nega il noleggio di un proprio mezzo all'Anpi. 'Ingiusto', dicono i partigiani. 'Li affittiamo solo per uso commerciale', risponde l'azienda.

L'Atm dice no al tram dei partigiani. L'azienda trasporti milanese ha negato la concessione di uno dei propri mezzi all'Anpi, Associazione nazionale partigiani, in occasione del 24 aprile, un giorno prima della festa per la Liberazione.

La protesta degli ex-partigiani. Il tram era stato chiesto dalla sezione Anpi Barona, in provincia di Milano, per "girare nel centro cittadino, pubblicizzare la manifestazione nazionale del 25 aprile, fare festa, invitare scolaresche e sezioni Anpi durante il percorso, sensibilizzare i cittadini ricordando la storia di Milano durante la Resistenza e la Liberazione". Gli ex-partigiani della Barona avrebbero voluto pagare di tasca loro i 500 euro del noleggio del tram bianco. Ma l'Atm ha risposto picche. "Noi non siamo un partito - hanno protestato gli ex-partigiani della Barona - ma un ente morale, privo di scopi di lucro. Rappresentiamo una pagina fondamentale della nostra Repubblica. Volevamo solo fare un'iniziativa di arricchimento culturale per la cittadinanza".

Solo per fini commerciali. Il noleggio e' stato rifiutato perche' l'Atm per regolamento non concede a noleggio tram per manifestazioni di carattere religioso, politico o sindacale. Il responsabile stampa dell'azienda, Fabio Carosio, ha spiegato che "il regolamento di gestione dei mezzi e' stato interpretato dalla nostra societa'Atm servizi in modo da escludere un noleggio che non sia per fini pubblicitari o commerciali diretti. Lo facciamo per prudenza perche' una volta e' stata fatta una richiesta da un'associazione Onlus per fare una gita scolastica e poi ci siamo trovati un milione di bandiere di un sindacato, non importa se di destra o di sinistra, cosa che ci ha creato qualche problema". Non importa nemmeno che l'Anpi sia un ente morale, un'organizzazione benemerita composta da uomini che hanno combattuto per la Liberazione, che tra l'altro e' una festa nazionale? "Da un punto di vista commerciale questo importa poco. Il tram non e' ne' di destra ne' di sinistra, ne' di centro. Non e' una decisione presa contro l'Anpi. Nulla contro resistenza, antifascismo, liberazione, ovviamente. La restrizione comporta un no a tutti quelli che non ne fanno un uso commerciale, poiche' il mezzo da' una grande visibilita' e la concessione del noleggio per un fine diverso da questo puo' dare adito a strumentalizzazioni, sia da una parte che dall'altra".

Agli attivisti di destra si' e a noi no. Antonio Pizzinato, gia' segretario generale della Cgil (dal 1986 al 1988) e attuale presidente dell'Anpi Lombardia, non e' d'accordo con la decisione dell'Azienda trasporti milanese. "Nel modo piu' assoluto. L'Atm non puo' decidere a discrezione dell'uso dei suoi tram. Non si puo dare in noleggio un mezzo quando c'e' una manifestazione nazifascista come quella del 5 aprile all'Hotel Cavalieri e negarlo ai partigiani, proprio a Milano, capitale della Resistenza". Per il 5 aprile, pero', i mezzi sono stati chiesti dal Comune e dalla Polizia municipale esclusivamente per il trasporto degli attivisti di estrema destra, scortati per motivi di sicurezza. "Non importa, quella non era una manifestazione ne' commerciale ne' pubblicitaria. E poi, mi chiedo perche' l'Atm, che in passato ha sempre fatto i giri della citta' con i suoi mezzi per la Festa della Liberazione, oggi oppone il rifiuto ai partigiani. Ritengo che in queste decisioni non si possano usare due pesi e due misure".

Luca Galassi

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