17/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Otto paesi africani, insieme ad Emergency, porteranno al G8 un nuovo modello di crescita e di relazioni internazionali: puntare in alto non solo si può, ma si deve. Intervista a Gino Strada

 

Un nuovo modello di sanità, di relazioni internazionali, di sostegno ai paesi africani. A San Servolo, Venezia, si discute di come sia più utile portare assistenza sanitaria in Africa. Ma si discute anche di pace, tra ministri di Paesi che sono - ancora oggi - in guerra tra loro.
Otto Paesi che presto proporrando agli otto grandi del mondo una nuova via per crescere. Insieme.

Gino StradaCome siete riusciti a mettere attorno a un tavolo i rappresentanti di governi storicamente in guerra fra loro?

Non solo storicamente sono ancora in guerra fra loro. Ma a dire la verita' non e' stato cosi' difficile: abbiamo chiesto loro di venire a parlare di medicina, di un progetto comune per l'Africa. La precondizione, naturalmente, e' che chi chiede goda di una certa credibilita'. E noi ce la siamo costruita. In alcuni di questi paesi lavoriamo da anni, come la Sierra Leone e il Sudan. Altri conoscono il nostro lavoro. In altri ancora abbiamo lavorato anni fa, come il Ruanda: il delegato ruandese oggi ha iniziato il suo intervento ricordando che Emergency e stata una delle prime organizzazioni ad intervenire dopo il genocidio.

Quindi hanno accettato subito l'invito.
Si'. E agli incontri non c'e stato nessun tipo di animosita' o polemica. Sono qui per un progetto di sanita', per ragionare insieme su qualcosa che riguarda il loro continente. La medicina, che sta a meta' tra arte e scienza, ha la capacita di agire come una livella. Davanti alla malattia, siamo tutti esseri umani. Siamo tutti pazienti. Le avversioni politiche perdono senso. D'altronde, niente di nuovo per Emergency: da quindici anni ricoveriamo nelle stesse corsie i pazienti piu disparati.compresi quelli che fino al giorno prima si sparavano addosso a vicenda. La cosa molto bella e' che oggi i rappresentanti di tutti questi paesi sono stati chiamati ad indicare le loro priorita' nazionali in materia sanitaria, ma nell'ottica di creare qualcosa che possa servire anche ai loro vicini. Ed e' esattamente quello che hanno fatto.

il Salam Centre, centro di cardiochirurgia di Emergency in SudanAnche il modello sanitario proposto e' nuovo.
Inutile negarlo, c'e' insoddisfazione, fra le autorita' sanitarie di questi paesi, rispetto al lavoro di molte organizzazioni. Perche' evidentemente e' un approccio che non produce grandi risultati. Puo' rispondere alle emergenze, ma non costruisce automaticamente un buon sistema sanitario. Sarebbe bello pensare che un feeding centre, o un dispensario, di cui pure c'e' gran bisogno, produca da se', negli anni, un centro pediatrico di eccellenza. Non e' cosi', non e' mai successo. Proviamo l'approccio opposto, proviamo a pensare a una strategia dall'alto verso il basso. E' piu' facile che un centro pediatrico di eccellenza possa produrre una rete di feeding centres, che non il contrario.

Come e' successo per il Centro di cardiochirurgia che avete costruito a Khartoum.
Esatto. Il Centro Salam ha mostrato che l'eccellenza produce eccellenza. Genera risorse, garantisce l'alta formazione del personale locale, attrae cervelli, e anche donatori.

Insomma, oggi a San Servolo abbiamo visto all'opera una diplomazia sanitaria.
Un esempio leggero. Oggi il delegato ugandese ha ilustrato la situazione sanitaria del paese. Fra le altre cose, "stavamo proprio per essere dichiarati "Paese libero da poliomielite", e invece e' stato diagnosticato un nuovo caso. Veniva dal Sudan", ha detto scoppiando a ridere. E Ahmed Bilal Osman, consigliere presidenziale del Sudan, ha risposto ridendo "si', ma forse prima era stato in Rwanda". E il delegato ruandese pure si e' messo ridere. Ecco, oggi in sala nonsono volati coltelli: sono volate idee, e anche qualche risata.

Qual e' il prossimo passo?
I paesi coinvolti presenteranno questo progetto alla comunita' internazionale. Prima a Ginevra, alla conferenza dell'Organizzazione Mondiale della Sanita'. E poi al G8. Questo progetto e' nato su una'isola, a San Servolo. E su un'altra isola, alla Maddalena, potrebbe trovare i soldi per partire.

 

L.G.

Parole chiave: Gino Strada, Emergency, San Servolo, Africa, Sanità, G8
Categoria: Diritti, Pace, Salute
Luogo: Italia