20/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La voce di Kimani Ng’ang’a Maruge è profonda come la storia della sua vita
maumau“Sono nato nel 1920 nel villaggio di Molo, non lontano da Nakuru. Mio padre era uno dei guerriglieri Mau Mau che si battevano contro i colonizzatori inglesi per l’indipendenza.
Anch’io presi parte a quella lotta armata, pagandone le conseguenze. Un giorno le autorità mi arrestarono, chiedendomi di fare i nomi dei miei compagni. Mi rifiutai. Fui minacciato e picchiato a sangue. Continuai a tenere la bocca chiusa. Non parlai nemmeno quando mi tagliarono un dito del piede sinistro.

Rimasi in carcere per diverso tempo. Nel frattempo due dei miei figli furono uccisi negli scontri. Fu allora che decisi che mi sarei chiuso dentro me stesso: smisi di parlare. Per ben otto anni mi sono finto sordo e muto. Fui interrogato e processato, ma nulla uscì dalla mia bocca. Credendomi pazzo, il giudice ebbe pietà di me e mi lasciò andare.
Tuttavia non ebbi vita facile nemmeno dopo la guerra. Per anni mi sono dovuto nascondere assieme al mio passato di combattente. Ho perso altri otto figli, tutti per malattie. E cinque anni fa è toccato anche a mia moglie.

Qualche tempo fa ho avuto una visione in sogno: dovevo iscrivermi alla scuola Kapkenduiywa qui a Eldoret, per imparare a leggere e a fare i conti. Mi sono presentato e ho chiesto di essere ammesso come studente di prima elementare. Credevano che fosse uno scherzo, mi hanno detto che non era possibile. Ma non mi sono dato per vinto. Volevo entrare nella scuola. Così mi sono ripresentato e sono stato accettato.

Oggi vado a lezione tutti i giorni con i bambini. Adoro stare tra loro, mi considerano il loro “nonno”. Ogni tanto mi soffermo a raccontare loro qualche storia del mio lungo passato. Non li lascerei per nulla al mondo.

Giorni fa è venuta una delegazione statale del ministero dell’Educazione a farmi visita. Volevano trasferirmi in un’altra scuola, dove avrei trovato altri della mia generazione. Beh, se ne sono andati via senza di me, non ho nessuna intenzione di andarmene da qui. E poi voglio finire la scuola e magari andare all’università per iscrivermi alla facoltà veterinaria. Ma per farlo devo impegnarmi e studiare tutti i giorni.

Anzi, se non le dispiace devo tornare in classe, è finito l’intervallo e sono molto occupato”.

Pablo Trincia
 
Categoria: Guerra
Luogo: Kenya