stampa
invia
Sottosegretario Guido Crosetto, dopo aver ricevuto il parere positivo delle Commissioni parlamentari il programma verrà discusso in aula?
"No, l'iter parlamentare è terminato. Ora la palla torna al ministro della Difesa Ignazio La Russa, che attuerà il programma tenendo conto dei pareri delle Commissioni parlamentari".
Il governo non trova i soldi per i terremotati ma si approva un piano di riarmo da 13 miliardi di euro?
Accostare la spesa per il programma Joint Strike Fighter a quella per gli aiuti e la ricostruzione in Abruzzo è legittimo dal punto di vista politico, ma non da quello finanziario. Le due questioni, in termini di bilancio, non si sovrappongono: il terremoto infatti richiede stanziamenti immediati, che riguarderanno questo anno e il prossimo, mentre il programma pluriennale F-35 graverà più avanti sul bilancio pubblico.
Il nostro Paese ha proprio tanto bisogno di comprare 131 nuovi caccia-bombardieri da attacco?
La decisione italiana di aderire al programma militare Joint Strike Fighter è stata presa ben tredici anni fa dall'allora ministro della Difesa Beniamino Andreatta, e confermata da tutti i governi che si sono succeduti da allora fino a oggi. Come ho ricordato in Commissione, questo programma si fonda su valutazioni effettuate dalle forze armate a fronte di esigenze operative legate al funzionamento dello strumento militare in un quadro internazionale caratterizzato da un forte sviluppo tecnologico.
Lei quindi non ha nessuna riserva, nessun dubbio sulla necessità di un simile programma di riarmo?
Al contrario. Ho insistito perché le Commissioni Difesa esprimessero tutti i dubbi e le osservazioni che ritenevano necessarie. Io personalmente, visto il mio ruolo, se ho dei dubbi devo tenerli per me.
Enrico Piovesana