10/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



I manifestanti hanno chiesto un referendum per i rifugiati

Un giovane saharawi è rimasto ferito a una gamba dopo l'esplosione di una mina antiuomo nel percorso di una catena umana di circa 2.500 persone davanti al muro militare marocchino che divide il Sahara Occidentale in due.

La detonazione della mina ha lasciato il giovane Brahim Husein Labeid, sedicenne e residente nel campo di rifugiati di Dajla, senza una gamba, e ha ferito a un altro ragazzo, Salem Mohamed Larusi. L'avvenimento ha costretto i dimostranti a sospendere la catena umana. Lo svolgimento di questo evento è stato programmato a circa 1,5 chilometri dal muro divisorio. Gli autobus che portavano i manifestanti, provenienti dall'Italia, la Spagna, e la Francia, si sono fermati a 2 chilometri prima di iniziare la marcia, a poca distanza da un campo minato. Alcuni giovani saharawi che facevano parte della catena hanno attraversato la zona di sicurezza tra il muro e la recinzione. Poi uno di loro ha calpestato una mina che è stata attivata. Una parte della recinzione di sicurezza è stata strappata via dai manifestanti, sotto gli occhi dei soldati marocchini del muro, che non sono intervenuti.