15/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Brasile vuole investire nell'informatizzazione e apre le porte a Linux
ComputerIl Brasile di Lula cerca l’informatizzazione e sceglie l’ open source , programmi disponibili gratuitamente e aggiornabili dagli stessi utilizzatori. Convinto che l’esclusione digitale sia una vera e propria condanna nell’era dell’informazione, il governo ha deciso di investire sulla diffusione della rete e della conoscenza informatica. Ma senza sprechi. Assillato da urgenze gravissime in campo sociale ed economico, il Presidente Lula ha deciso che oltre trenta milioni di dollari all’anno in licenze Microsoft sono troppi per il Paese. E ha cambiato strada.

Investire quei soldi in altri campi, come il progetto Fame Zero , era una necessità. Quindi Lula ha pensato bene di abbracciare Linux . La decisione definitiva è arrivata anche sulla scorta delle considerazioni fatte da Sergio Amadeu, un ex professore di economia che ha sviluppato teorie favorevoli all’open source, partendo dal presupposto che lo sviluppo dell’informatica a pagamento potrà solo allontanare ancora di più i paesi ricchi da quelli poveri. Amadeu era stato incaricato dal Presidente di studiare le problematiche brasiliane e grazie a lui è stato elaborato il piano che mira a incrementare l’utilizzo dell’ open source nell’ambito dei progetti e degli uffici del governo. Un accordo ha stabilito che Ibm fornirà un contributo per l’utilizzo di sistemi Linux nell’amministrazione. Anche molte società private, però, incuriosite dalla scelta di Lula e pressate dai costi dei programmi Microsoft, stanno orientandosi verso il software libero.

La scelta del Brasile sta anche facendo scuola nell’intero continente, dove tutti i governi cercano di incrementare l’informatizzazione senza incidere sul bilancio statale. Internet ha infatti stregato l’America Latina. Gli internet point sono ovunque, anche nel bel mezzo della selva.

Computer nelle scuole “I computer sono in ogni scuola, sia pubblica che privata – racconta Stano Cuzzocrea, partito dall’Italia per insegnare informatica ai ragazzi di Pancas, nello stato di Espirito Santo – e tanti sono i luoghi pubblici dove navigare on line. Ma il livello di conoscenza informatica è molto basso”. E’ su questo che il governo brasiliano intende puntare. Investire con coscienza sull’informatizzazione non significa soltanto una scelta economica oculata, ma anche avvicinare i brasiliani al complesso mondo dei computer, in modo da garantire sbocchi professionali che facciano crescere il Paese.

“Da quel che ho visto, comunque, sarà un’impresa molto complessa" spiega il giovane italiano. "Noi siamo partiti con le migliori intenzioni, convinti di avviare un corso per informatici che avrebbe dovuto sfociare in una professione vera e propria, ma abbiamo dovuto arrenderci. Avevamo di fronte ragazzi dai 18 ai 25 anni con un livello di istruzione talmente basso che spiegare i rudimenti dell’informatica è stato impossibile”. E così hanno dovuto rivoluzionare il progetto e creare un corso di formazione per preparare i ragazzi ad affrontare l’esame di ammissione all’università. “Sembra un controsenso che questi ragazzi siano formalmente pronti per entrare in una facoltà e non per seguire un corso di informatica, ma è così. La preparazione scolastica garantita dalle scuole pubbliche di secondo grado è bassissima. Molti giovani si diplomano senza sapere neppure leggere correttamente. Figuriamoci la matematica. I ragazzi adorano i computer, ma solo per chattare e scambiarsi mail. Tutto qui. Solo le scuole private danno una preparazione decente, ma quelle costano”.

Linux potrebbe cambiare le cose. Usandolo nelle scuole, tutti sapranno che è gratuito e tutti avranno un’opportunità in più. Il software libero spazza via le disuguaglianze sociali e il Brasile proverà a dimostrarlo.

Stella Spinelli 
 
Categoria: Media
Luogo: Brasile