09/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il rapporto dell'organizzazione per i diritt umani punta il dito contro ribelli e soldati degli eserciti di Congo e Ruanda

Decine di stupri e omicidi di civili si sono verificati da gennaio a oggi nella regione del Kivu, nel nord est della Repubblica Democratica del Congo.

Almeno 90 donne, in gran parte adolescenti, sono state violentate e oltre 180 civili sono stati uccisi dalle milzie ribelli Hutu ruandesi del Fronte Democratico per la Liberazione del Ruanda, Fdlr, ma anche dall'esercito governativo di Kinshasa e dai paramilitari ruandesi suoi alleati. Lo denuncia un comunicato dell'organizzazione Human Rights Watch pubblicato oggi. Alla fine di gennaio era partita un'operazione militare congiunta tra le truppe di Kinshasa e quelle di Kigali nella zona del Kivu, allo scopo di sradicare proprio la presenza delle milizie del Fdlr. Durante l'operazione i ribelli ruandesi hanno abbandonato la zona, ma poi vi hanno fatto ritorno e da allora perseguitano la popolazione locale, accusandola di sostenere i loro nemici. Durante la permanenza delle truppe, però, anche i soldati governativi di entrambi i paesi ne hanno approfittato per compiere eccidi e crimini contro la popolazione disarmata. Il documento di Hrw è stato pubblicato oggi, in coincidenza con la seduta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che avrà all'ordine del giorno proprio la siruazione nella Repubblica Democratica del Congo.

Categoria: Donne, Guerra
Luogo: Rep. Dem. Congo