08/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



I fedeli cattolici contro la Santa amata dai narcos

Una strana manifestazione si è svolta nei giorni scorsi nella piazza principale di Città del Messico, capitale messicana. Decine di persone fedeli al culto della Santa Muerte hanno inneggiato alla libertà di culto e protestato a gran voce il loro dissenso nei confronti di chi, come avvenuto nelle scorse settimane, colpisce i loro simboli per discriminarli.

"E' una discriminazione religiosa" si leggeva nello striscione dei manifestanti che nello Zocalo puntavano il dito contro le autorità ecclesiastiche e politiche messicane. "Protestiamo perchè vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati e così anche i nostri santuari. Il govenro e le autorità di pubblica sicurezza credono che noi siamo dei narcotrafficanti, delinquenti o addirittura una setta. Questa però non è la verità", racconta uno dei manifestanti fiero di farsi vedere sotto lo striscione di protesta.
La Santa Muerte o come spesso viene definita Niña Blanca è un culto che spesso viene associato alla delinquenza e in generale i suoi adepti sono in gran parte associati alle organizzazioni dedite al narcotraffico o ad altri traffici illeciti. Ma i particolari fedeli accusano le autorità municipali e federali di Nuevo Laredo di aver distrutto moltissime cappelle dedicate alla Santa Muerte. Una in particolare, quella posta al chilometro 22 della strada che porta a Monterrey, sembra potesse dare una cattiva immagine alla città e per questo è stata rasa al suolo.

Prostitute, spacciatori, assassini e ladri: secondo la maggioranza dei fedeli cattolici sono queste persone a far parte del culto della Santa Muerte. Persone che non hanno trovato posto all'interno della religione intesa in modo classico. Ma loro si sentono solo uomini e donne che credono in un qualcosa di superiore, extra-terreno. "All'interno della comunità che crede nella Santa Muerte ci sono tutti i tipi di persona. Vorremmo che si rispettasse di più il loro diritto a seguire una qualsiasi religione" dice un po sfiduciata e impaurita Graciela Huerta, che della Santa Muerte è una fervente seguace. Così come lo è Josè Silva, transessuale devotissimo, che ci tiene a spiegare come non si tratti di una setta satanica. "Non siamo né mafiosi né satanisti. A me la Santa Muerte ha protetto la famiglia e mi ha anche fatto un miracolo".
Insomma, i fedeli cristiano cattolici, la maggioranza in Messico, non vedono di buon occhio i seguaci della Santa Muerte che ritengono essere fedeli di serie B. ma devono anche fare i conti con la Costituzione messicana che garantisce a tutti la libertà di culto. Uno scontro religioso che andrà avanti ancora per lungo tempo.

 

Alessandro Grandi

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