08/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L`ex presidente è stato condannato per lesa umanità con l'aggravante di aver diretto una politica di Stato terroristica

di Mauro Morbello

Fujimori, l`ex presidente del Perù dal 1990 al 2000, era stato estradato dal Cile il mese di settembre 2007 per essere giudicato a Lima per i reati di sequestro aggravato e per l'assassinio di 15 persone, tra cui un bambino di 8 anni nel 1991 (caso Barrios Altos), e di 9 studenti ed un professore nel 1992 (caso Cantuta). Questi delitti erano stati materialmente compiuti da un gruppo di militari appartenenti ai servizi segreti denominato "Grupo Colina", già tutti condannati, con il pretesto che le vittime erano "sospettate" di far parte o essere simpatizzanti del movimento terrorista Sendero Luminoso. Fujimori era accusato di essere il mandante politico di tali azioni, in collaborazione con un suo stretto collaboratore, Montesinos, una specie di Rasputin peruviano, ex militare degradato per corruzione e alto tradimento.

simbolo dei sendero luminosoDiciassette anni dopo. Dopo 484 giorni di processo e 161 udienze alle 12.16 di ieri, 7 aprile 2009, Fujimori è stato considerato colpevole dai giudici della Sala Penale Speciale della Corte Suprema del Perù e condannato a 25 anni, la pena massima. L`ex presidente è stato condannato per tutti i reati di cui era accusato, valutati dai giudici come delitti di lesa umanità con l'aggravante di essere stati commessi seguendo una politica di Stato diretta dallo stesso Fujimori.
Paradossalmente, la sentenza è stata emanata esattamente diciassette anni dopo l`autogolpe dell`aprile 1992 che aveva formalmente sancito il legame diventato indissolubile tra Fujimori, il suo consigliere Montesinos e la cupola militare, che hanno macchiato di vergogna e di sangue il paese per dieci anni. In particolare la relazione tra l`ex presidente e Montesinos, già condannato per corruzione, narcotraffico ed altri reati gravissimi negli anni scorsi, nominato dallo stesso Fujimori all`inizio del suo mandato responsabile dei servizi segreti militari che durante il suo governo hanno avuto un ruolo centrale nel controllo sociale e politico del paese, si è rivelato un elemento importantissimo nel definire le responsabilità dell`accusato. La sentenza ha infatti fondato la condanna a 25 anni su indizi rilevanti, univoci, naturalmente e logicamente collegati e senza la presenza di indizi contrari, che permettono di stabilire una linea di comando, di gerarchia e responsabilità oggettiva che, partendo da Fujimori, passava per il suo stretto collaboratore Montesinos e i servizi segreti, sino ad arrivare alle azioni "tattiche" di gruppi militari, cioè di gruppi appartenenti ad un organo dello Stato, l`esercito, il cui comandante in capo in Perù è appunto il Presidente della Repubblica.

sendero luminosoGiustizia per le vittime. La sentenza rende quindi evidente che le squadre paramilitari quali il "Colina" non erano gruppi deviati, bensì il braccio operativo di una strategia decisa dal Presidente della Repubblica Alberto Fujimori. Si trattava quindi di gruppi che erano stati creati per realizzare una guerra di bassa intensità contro la guerriglia, che prevedeva l'eliminazione fisica degli avversari, dei sospetti o dei semplici simpatizzanti. La sentenza ha stabilito che le 24 persone ammazzate dal "grupo Colina" (24 sono i casi compresi nel processo, in realtà sono migliaia) erano in innocenti. Nessuna delle 24 vittime, torturate, uccise, cremate con la benzina e fatte "scomparire" nella calce, aveva legami con il movimento terrorista Sendero Luminoso. Dopo 17 anni, è stata fatta giustizia e i familiari di quella gente, anche se resteranno schiacciati dal dolore, almeno hanno potuto riscattarsi dall'umiliazione di essere stati additati da tutti come i parenti dei terroristi.

 

Stella Spinelli

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