stampa
invia
Eduardo Frei sarà il prossmo candidato della Concertación, la coalizione che governo il Cile dal 1990. Le primarie di domenica hanno confermato quello che già era nell'aria, senza nessun colpo di scena. Frei, democristiano, già presidente dal 1994 al 2000, si scontrerà con il candidato della destra, Sebastian Piñera per la presidenza del Cile a dicembre.
Era già tutto previsto. A sfidarlo nelle primarie di domenica, José Antonio Gómez, presidente del Partido Radical Social Demócrata (Prsd), sconfitto 64,6 percento a 35,4. Una vittoria non così schiacciante come previsto, tanto che, secondo i mass media cileni, dovrebbe preoccupare la Concertación. In particolare, Frei ha perso nelle principali città della VI e VII Regione, pur avendo consolidato la sua leadership nelle aree rurali. Inoltre, a non far dormire sonni tranquilli alla maggioranza è la bassa affluenza alle urne in queste primarie. In totale, hanno votato 60mila persone, quando se ne prevedevano almeno 100mila e se ne erano registrate 170mila nel 1999. Nonostante, appena saputo il risultato, Frei abbia dichiarato: "Ha vinto la gente e perso la destra", molti commentatori non la pensano così. A quanto riporto il quotidiano spagnolo El Pais, il politologo cileno Patricio Navia, in uno studio pubblicato prima dei comizi elettorali sul giornale La Tercera aveva dichiarato:. "Il triste spettacolo delle primarie concertacionistas ha sottolineato la debolezza del blocco di governo".